La battaglia occorsa nel 689 a Cornate tra il re longobardo Cuniperto e il ribelle conte Alachi schiera le truppe del primo, giunte via terra, contro quelle del secondo, giunte attraversando il fiume. La strada costiera che corre alta e il guado di Porto attraverso il fiume condizionano dunque lo spostamento delle truppe e il luogo dello scontro. Nella sua Historia Langobardorum il monaco Paolo Diacono, morto a Montecassino nel 799, riferisce i più leggendari particolari di quella battaglia ma non la posizione esatta dove venne combattuta: senza dubbio, nelle campagne tra Cornate e Trezzo.
Prima che si comandi alle truppe di dare il reciproco assalto, Cuniperto invita Alachi a duello per risolvere la contesa di potere senza spargere altro sangue che il loro. Alachi rifiuta e la battaglia inizia. Il diacono Senone ha convinto il re Cuniperto a scambiarsi l'armatura: Alachi scaglia così il suo esercito contro il diacono frainteso per re, lo decapita e solo allora si avvede dell’errore. La battaglia prosegue con l’ennesima proposta di duello, offerta da Cuniperto e rifiutata da Alachi che, come presagio di vittoria, pretende di aver intravisto l’arcangelo Gabriele sopra le lance dei suoi guerrieri. Lo scontro è inevitabile e si protrae sino a quando Cuniperto non riusce a uccidere Alachi. In segno di gratitudine al cielo, il vincitore vota la costruzione di un monastero, o meglio di una chiesa arcipretale collegiata, intitolandola a San Giorgio: è, con buona certezza, la prima fondazione dell’attuale chiesa parrocchiale, che mantiene la titolazione malgrado gli ampliamenti intervenuti nell’Ottocento a firma dell’ing. Felice Monzini.
Ma dove si consuma lo scontro tra Cuniperto e Alachi? L’attuale Cascina Fugazza sorge sul sedime di un antico monastero femminile, dedicato a Santa Maria fuori Porta Fugazza: una tradizione leggendaria spiega questo toponimo come il luogo dove le truppe di Alachi si danno alla fuga. Studi più recenti, condotti da cultori di storia locale (Ezio Parma, Fedele Molteni, Cristian Bonomi) orientano invece il riconoscimento del luogo di battaglia nella piana di Porto Inferiore. L’esatta posizione dello scontro resta tuttavia ignota.