
Foto di Mario Donadoni per Ecomuseo Adda di Leonardo
Scopri i territori che danno vita alle nuove mappe digitali dell’Ecomuseo Adda di Leonardo: borghi ricchi di storia, cultura e paesaggi da raccontare.
Storico crocevia tra Milano e Bergamo, Cassano è un comune ricco di testimonianze architettoniche e naturalistiche. L’Adda, su cui affaccia la maestosa Fortezza Viscontea, si apre qui in più corsi d’acqua: il Retorto, il canale idroelettrico Pecchio che diviene canale irriguo Muzza; una complessità d’acqua cui si aggiunge il Naviglio della Martesana, la cui alzaia ciclopedonale prosegue fino a Milano. Le nobili famiglie del capoluogo tenevano qui frequenti ville di delizie. Spiccano, tra queste, Villa Borromeo d’Adda (progettata da Giuseppe Piermarini) e in frazione Groppello d’Adda, proprio di fronte alla noria idraulica detta “rudun”, la Villa arcivescovile dove i cardinali ambrosiani trascorrevano la villeggiatura. La città di Cassano è servita dalla stazione ferroviaria.
Cornate è nota per due principali ragioni, rispettivamente legate alla storia antica e moderna: la battaglia sulla piana “di Coronate”, combattuta qui nel 689 tra Alachi e il re longobardo Cuniperto; l’insediamento sul fiume della Centrale Idroelettrica Angelo Bertini (1898), impianto Edison capostipite per l’interpretazione idroelettrica dell’Adda. Insieme alla Centrale Idroelettrica Carlo Esterle (1914), questo impianto sfrutta lo stesso dislivello di circa 29 metri, che per secoli ostacolò la navigazione fino allo scavo del Naviglio di Paderno come rimedio a quell’ostacolo. Adattato perlopiù a usi idroelettrici, il canale termina proprio a Cornate, istituendo uno straordinario equilibrio tra sfruttamento e rispetto fluviale, archeologia industriale e biodiversità, storia e natura nel segno di un turismo sostenibile.
Canonica d’Adda si chiama così perché, essendo un tempo a capo della Pieve di Pontirolo, era la sede di quei Canonici. Fulcro di storia non solo ecclesiastica, il Comune offre un’atmosfera urbanistica autentica e tranquille: cortili di sapore antico, nobilitati da alcune scritte latine sui portali dall’architettura monumentale. Questo territorio offre escursioni diverse, tra cui il Sentiero botanico dalle bocche della roggia Vailata, già ritratte da Leonardo da Vinci, fino all’oratorio campestre di Sant’Anna sul confine di Fara Gera d’Adda. Il ponte verso Vaprio rappresenta un nodo di collegamento storico e culturale tra le due province, ed è custodito dalla statua di San Giovanni Nepomuceno, tradizionale protettore dei ponti e dei naviganti.
Fara apre la propria storia in almeno tre fasi progressive: la centralità altomedioevale, legata alla Basilica Autarena voluta qui dal re longobardo Autari; la fertile tradizione rurale, ancora espressa specie dalle cascine e dai campi verso la frazione Badalasco; la pionieristica fondazione del Linificio Canapificio Nazionale (1870) con l’attiguo villaggio operaio. Ancora espressa dall’architettura dei cortili nel centro storico, la tradizione contadina di Fara raddoppia in quella industriale con l’avvento della fabbrica, che moltiplica la popolazione residenza e detta una nuova cadenza al tempo del lavoro e del riposo. Al servizio delle maestranze pendolari, inoltre, viene gettata la Passerella verso Groppello oltre il fiume Adda.
I miracoli della fede e quelli dell’ingegno: a Imbersago, tra la collina e l’Adda, il seicentesco Santuario della Madonna del Bosco riferisce i primi; dei secondi, invece, testimonia il Traghetto a fune che rimbalza sulla riva bergamasca del fiume. Il dispositivo è l’unico superstite dei sei che attraversavano l’Adda. Della loro tecnologia si occupò anche Leonardo da Vinci, meritando al traghetto di Imbersago il memore aggettivo di “leonardesco”. Presso il municipio, la Quadreria del Premio Morlotti consente di visitare un’ispirata e inattesa raccolta d’arte contemporanea. Il territorio è attraversato da itinerari pedonali che collegano ville storiche, cappelle votive e scorci panoramici, ideali per passeggiate tra natura e memoria.
Famoso per il Ponte San Michele (1889), struttura reticolare in ferro sull’Adda, Paderno rappresenta un connubio tra ingegneria storica e bellezze naturali. Il suo territorio offre sentieri escursionistici e percorsi ciclabili che si snodano tra boschi, canali e scorci panoramici sull’Adda, tra cui il Naviglio di Paderno (1777), opera idraulica realizzata per superare le rapide del fiume, sviluppata traendo spunti dai progetti di Leonardo, e la chiesetta di Santa Maria Addolorata, oratorio settecentesco legato alla devozione mariana. Costruite nel tardo Ottocento, le cascine Assunta e Maria vestono di architetture eleganti e inattese gli spazi rurali, solitamente sobri ed essenziali. Gli oratori di Santa Marta e Santa Elisabetta, oggi chiesetta “degli Alpini”, segnano i confini est e sud dell’abitato, oggi servito da stazione ferroviaria.
Robbiate prende il nome da un’altura, il Monte Robbio, che domina l’Adda e consente uno scorcio aperto verso la valle fluviale, tra coltivazioni, boschi e ville storiche. Spicca tra queste Palazzo Bassi Brugnatelli, che custodisce intatti l’arredo e l’atmosfera delle residenze gentilizie. I sentieri, che accompagnano in visita al Monte Robbio, si dipartono anche dall’alzaia sull’Adda, presso il canale derivatore Edison. Non distante, sul fiume, si affaccia la “diga nuova” (1920), infrastruttura idraulica di rilievo che testimonia l’importanza strategica del tratto dell’Adda tra Paderno e Imbersago. La diga compie l’assetto delle centrali idroelettriche Edison nel medio corso del fiume.
Il borgo di Vaprio d’Adda intreccia le piccole vie del centro storico con l’ampiezza del panorama fluviale, su cui si affacciano le ville di delizia, dalla “riviera” del Naviglio della Martesana. Tra queste residenze nobiliari, Villa Melzi d’Eril ospitò Leonardo da Vinci, che da qui ritrasse il panorama dell’Adda in un celebre foglio del Codice Windsor. La passerella sul Naviglio, con la caratteristica “chioccola” di scale a vortice, fa memoria degli studi idraulici condotti da Leonardo circa i moti dell’acqua: flusso, vortice, onda. La chiesa romanica di San Colombano restituisce l’antichità dell’abitato. Benché dismesse, tra Adda e Naviglio, le isole della Cartiera e del Vellutificio Velvis raccontano invece la moderna evoluzione di Vaprio come polo di proto-industria.
A Trezzo l’Adda disegna una doppia ansa in forma di S, creando il promontorio coronato dal trecentesco Castello visconteo: a pochi metri e a pochi secoli di distanza, la Centrale idroelettrica Enel Alessandro Taccani (1906), progetto dell’arch. Gaetano Moretti. Tra questi due estremi, l’antico maniero e la moderna centrale, si snodano i secoli della storia trezzese: la prepositurale con gli affreschi di Gnocchi e Luini, presso la Biblioteca comunale di via Dante la Quadreria Crivelli con una leonardesca Madonna attribuita a Bernardino de Conti, le ville patrizie Appiani, Bassi e Cavenago. In frazione Concesa, il Santuario carmelitano della Divina Maternità e Villa Gina, sede del Parco Adda Nord.
Scopri l’opera diffusa che Jasmine Pignatelli ha realizzato per l’Ecomuseo Adda di Leonardo
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