Come la corte “del Disére”, non distante, anche la corte “del Barbù” assume il soprannome dialettale di uno dei suoi abitanti.
L’elegante lavorazione artistica del portale rivela che l’edificio un tempo ospitasse un ufficio di giustizia: secondo la tradizione tramandata da alcuni storici locali, infatti, fino al 1599 vi avrebbe avuto sede un tribunale ecclesiastico.
Non a caso, il portone reca un’ importante traccia che conferma questa teoria: un motto latino scolpito sull’architrave recita “Sapientia sine justitia stultitia est”; la sapienza senza giustizia è stoltezza.
Le corti sono proprietà privata, ma siamo sicuri che, se userete il dovuto rispetto e la giusta premura verso i loro abitanti, nessuno vi rimprovererà per uno sguardo curioso e potrete affacciarvi con serenità al loro interno.