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    Linificio Canapificio Nazionale di Cassano d’Adda, interni. Foto da www.ecomuseoaddadileonardo.it

    Linificio Canapificio Nazionale di Cassano d'Adda

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    Il Linificio Canapificio Nazionale di Cassano d’Adda è un monumento alla storia industriale italiana, testimone materiale di un secolo di innovazione, cultura del lavoro e trasformazione sociale. Affacciato sulle rive dell’Adda, in una posizione strategica per l’accesso all’energia idraulica, lo stabilimento fu tra i protagonisti della Seconda Rivoluzione Industriale, contribuendo a traghettare l’Italia dalla tradizione agricola a un moderno sistema produttivo. Dalla sua fondazione fino alla definitiva chiusura nel 1995, lo stabilimento non fu soltanto un centro produttivo d’eccellenza, ma una vera e propria comunità, un laboratorio di modernità che trasformò radicalmente il volto della città e dei comuni limitrofi.

    Tutto ebbe inizio il 14 gennaio 1873, quando l’industriale Andrea Ponti fondò il Linificio unendo tre realtà preesistenti: la Ceriani & C. di Fara Gera d’Adda, dove fu concentrata la filatura a umido, la Battaglia & C. di Cassano d’Adda, specializzata in filatura a secco, corderia e spagheria, e dal 1875, la Maggioni & C. con lo stabilimento di Crema, dedicato alla tessitura. In pochi anni, l’azienda raggiunse una produttività tale da essere quotata nel 1876 alla Borsa di Milano, diventando la terza azienda italiana per valore.

    Lo stabilimento di Cassano affondava le sue radici ancora più indietro, nel 1840, quando Paolo Battaglia trasformò antichi molini e seghe lignei in una filatura meccanica di lino. Costruito su modello inglese con macchinari e materiali importati direttamente, l’opificio beneficiava delle acque della Roggia di Cassano, un diritto idrico concesso sin dal 1411 dal Duca Giovanni Maria Visconti. La presenza di energia idraulica – vitale in un’Italia priva di carbone – fu determinante nello sviluppo del complesso, reso ancora più efficiente dalla successiva introduzione dell’elettricità. Nel 1842 fu avviato il primo opificio, costruito su modello inglese: tre corpi di fabbrica a tre piani collegati tra loro da sezioni trasversali a due piani, con macchine, componenti in ghisa e personale specializzato provenienti direttamente dall’Inghilterra. Le prime maestranze furono formate dalle sorelle del direttore inglese, pioniere dell’impianto. Nel 1847 l’azienda passò sotto la guida del nobile Luigi Cusani, che oltre a dirigere lo sviluppo industriale, istituì il “Fondo Cusani e C.”, un’opera pia per l’assistenza agli ex dipendenti indigenti, segno tangibile di una visione imprenditoriale illuminata.

    Con l’acquisizione dell’edificio da parte del Linificio e Canapificio Nazionale, tra il 1873 e il 1875, lo stabilimento fu completamente ristrutturato e potenziato: i telai vennero trasferiti a Crema, il candeggio a Fara, e nel 1888 iniziò l’attività della corderia, ampliata nel 1890 fino a diventare la più grande d’Italia. I prodotti cassanesi, dalle corde ai filati, si imposero sui mercati internazionali, dall’America Latina all’Estremo Oriente.

    Alla guida del complesso, dal 1892, vi era l’ingegnere Pietro Rusca, mente strategica di innumerevoli innovazioni tra cui si annoverano: la separazione delle lavorazioni polverose per migliorare le condizioni sanitarie (1905), l’attivazione di una moderna filatura nel 1907, l’incremento della potenza idroelettrica nel 1908, fino alla realizzazione del convitto per operaie nel 1910, un gesto pionieristico di attenzione al benessere femminile.

    Il 9 marzo 1912, inoltre, si chiuse una storica disputa sull’uso delle acque dell’Adda tra il Linificio e le utenze della Muzza e del Retorto: grazie all’abilità diplomatica dell’Ing. Rusca, fu firmata una convenzione che garantì allo stabilimento un flusso idrico fino a 140 m³ al secondo.

    Negli anni successivi furono introdotti prodotti nuovi: corde intrecciate (1914) e tubi da incendio (1916). Alla morte dell’Ispettore Castelli, la direzione fu affidata all’ing. Giuseppe Zangiacomi, già collaboratore di Rusca. Lo stabilimento divenne uno dei più complessi al mondo: impiegava circa 1.000 operai, utilizzava 1.200 HP di energia, e produceva quotidianamente 13.000 kg di filati, 600 kg di ritorti, 4.000 kg di corde lucide, 6.000 kg di cordami vari e 900 metri di tubi da incendio.

    Ma il Linificio fu molto più che una fabbrica: fu una comunità. Per tre generazioni, la vita di Cassano ruotò attorno al suo “fischio”, che scandiva le giornate. L’assunzione in fabbrica era un'opportunità di riscatto sociale, soprattutto per le giovani operaie, spesso poco più che bambine, che lavoravano per decenni in condizioni di disciplina ma anche con dignità. Grazie al Linificio sorsero le case operaie, il Dopolavoro, il convitto: istituzioni che portarono a Cassano una cultura operaia all’avanguardia, prima ancora che altrove. Si formò una classe dirigente istruita, e il benessere diffuso migliorò la qualità della vita dell’intera comunità.

    La chiusura dello stabilimento nel 1995 fu vissuta con dolore e rimpianto. Non si spegneva solo una realtà produttiva, ma un intero modo di vivere. Oggi, gli edifici del Linificio giacciono in abbandono: vestigia silenziose, eppure eloquenti, di una stagione di grandezza e umanità.

    Raccontare la storia del Linificio Canapificio Nazionale significa oggi recuperare un frammento essenziale di identità italiana, dove industria, innovazione e cultura del lavoro si intrecciarono in modo irripetibile. È una lezione di umanità e progresso che merita non solo di essere ricordata, ma anche custodita e, forse, reinventata.

    Contenuto testuale sviluppato a partire dagli scritti del Gruppo Guide di Cassano d'Adda

    Linificio Canapificio Nazionale di Cassano d’Adda, interni. Foto da www.ecomuseoaddadileonardo.it Linificio Canapificio Nazionale di Cassano d’Adda, interni. Foto da www.ecomuseoaddadileonardo.it Linificio Canapificio Nazionale di Cassano d’Adda, interni. Foto da www.ecomuseoaddadileonardo.it Linificio Canapificio Nazionale di Cassano d’Adda, interni. Foto da www.ecomuseoaddadileonardo.it Linificio Canapificio Nazionale di Cassano d’Adda, interni. Foto da www.ecomuseoaddadileonardo.it Linificio Canapificio Nazionale di Cassano d’Adda, interni. Foto da www.ecomuseoaddadileonardo.it
    Modalità di Accesso

    L’area esterna del Linificio Canapificio Nazionale di Cassano d'Adda è sempre accessibile. L’accesso agli spazi interni, invece, non segue orari di apertura regolari.

    Tipo di esperienza
    • Raggiungibile in auto
    • Contesto cittadino
    • Sito produttivo o del lavoro storico
    Mappa
    • Via Linificio Case Alte, 6, Cassano d'Adda

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    Comune
    • Cassano d'Adda
    Tipologia Luogo
    • Ingegneria idraulica
    Modalità di Ingresso

    Fruibile solo dall'esterno

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