Tra Cassano d’Adda e Fara Gera d’Adda, lì dove il fiume Adda ha cambiato il suo corso secoli fa, è nato un ecosistema raro e prezioso, un rifugio verde che si apre lungo l’antico alveo abbandonato: la Riserva Naturale del Bosco della Lanca.
Oltre venti ettari di vegetazione spontanea raccontano la storia di una terra che respira ancora con il ritmo lento delle acque di risorgiva, che filtrano attraverso il greto ghiaioso creando un paesaggio disomogeneo e idilliaco: isole verdi emergono inaspettate dai manti acquatici, coperte da boschi maturi e intricati, ricchi di specie arboree e arbustive.
In questo mosaico vivente querce secolari, olmi, tigli, pioppi e salici convivono insieme a una sorprendente varietà di flora di bassa vegetazione, tra cui non è difficile notare rare orchidee spontanee, creando un habitat straordinario, che offre rifugio a un’incredibile biodiversità: dagli uccelli canori, come pettirossi e scriccioli, ai rapaci, come la poiana e il gheppio, fino agli ardeidi, tra cui l’airone cenerino e l’airone bianco maggiore. Nei prati aperti, non è raro scorgere persino la sagoma elegante della cicogna.
Anche il sottobosco brulica di vita: rane rosse e verdi, raganelle e tritoni popolano gli stagni, mentre tra i rami e le radure si muovono volpi, ricci, donnole, tassi e numerosi pipistrelli. Ciò che rende ulteriormente unico questo ecosistema, poi, è la presenza del cervo volante, un insetto che non è solo una curiosa creatura del bosco, ma un indicatore ecologico di altissimo valore. Specie protetta, per sopravvivere questi coleotteri necessitano di un habitat integro e ricco di legno morto di pregio, come quello delle querce secolari presenti nella riserva.
Visitare Riserva Naturale del Bosco della Lanca significa lasciarsi trasportare dalla bellezza di un paesaggio narrante, dove la natura insegna, resiste e incanta; addentrarsi in luogo dove il tempo si fa lento e ogni passo risuona come un gesto di rispetto verso ciò che è ancora autentico.