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    Groppello, Il Ruotone (Rudun). Foto di Francesco Testa

    Il Ruotone (Rudun) e il Lavatoio

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    Nel cuore di Groppello, lungo le sponde del Naviglio Martesana, si erge oggi un'imponente ruota idraulica ricostruita, testimone silenziosa di una lunga storia di ingegno e memoria collettiva. Con i suoi circa 11 metri di diametro, il Ruotone, o “Rudun”, rappresenta l’unica noria dei navigli lombardi ad essere stata riportata in vita.

    L’idea originaria risale al 1593, quando l’arcivescovo Gaspare Visconti ordinò la costruzione di una noria per servire i giardini e il Palazzo Arcivescovile. Per non ostacolare la navigazione, la sua collocazione fu strategicamente scelta a valle del ponte, in corrispondenza dell’arco minore. La struttura in legno, soggetta a un funzionamento ininterrotto, richiedeva una ricostruzione completa ogni venti o venticinque anni, nonostante le cure costanti.

    Nel 1616, in vista della sua prima grande ricostruzione, fu progettato un sistema sofisticato: l’acqua sollevata dalla ruota veniva incanalata in una conduttura di cotto che attraversava il ponte per confluire in una vasca posta dinanzi alla facciata del palazzo.

    La rappresentazione più antica del “ruotone” e della vasca ci viene offerta dalla veduta del borgo di Groppello realizzata nel 1630 da Giovanni Paolo Bisnati. Al tempo, la ruota serviva non solo per irrigare orti e giardini, ma anche per rifornire due guadi destinati all’abbeveraggio del bestiame, uno nella piazzetta accanto al Naviglio e l’altro nella piazza principale del paese.

    La macchina idraulica continuò a essere operativa in tal senso fino alla metà dell’Ottocento, quando si sfasciò definitivamente e le sue parti lignee vennero rimosse. Nel secolo scorso, però, il sito della noria, ormai spoglio, grazie all’impegno di studiosi locali e alla riscoperta di una dettagliata descrizione ottocentesca, venne ricostruito. I sindaci di Cassano, con il sostegno di AEM (oggi A2A), la collaborazione di piccole imprese artigiane e l'entusiasmo di molti volontari, resero possibile il ritorno del Rudun nel 1989.

    Determinante fu anche l’opera dell’associazione Centro culturale Rudun, che contribuì attivamente ai lavori, alla manutenzione della ruota e alla cura dell’ambiente circostante. Accanto alla noria ripristinata, ancora oggi si può ammirare un lavatoio in pietra, voluto dall’Arcivescovo Romilli nella primavera del 1855, dove per generazioni le donne del borgo si sono ritrovate per lavare il bucato, chiacchierare e condividere la quotidianità.

    Oggi, il Rudun non è soltanto un’opera idraulica, ma un simbolo della memoria collettiva e della forza di una comunità che ha saputo riconoscere il valore del proprio passato.

    Il Ruotone (Rudun), veduta. Foto da turismo.parcoaddanord.it Il Ruotone (Rudun), veduta. Foto da turismo.parcoaddanord.it Il Ruotone (Rudun), dettaglio. Foto da turismo.parcoaddanord.it Il Ruotone (Rudun), dettaglio. Foto da turismo.parcoaddanord.it Groppello, Il Ruotone (Rudun). Foto di Francesco Testa Groppello, Il Ruotone (Rudun). Foto di Francesco Testa Groppello, Il Ruotone (Rudun). Foto di Francesco Testa Groppello, Il Ruotone (Rudun). Foto di Francesco Testa Groppello, il Lavatoio. Foto di Francesco Testa Groppello, il Lavatoio. Foto di Francesco Testa Groppello, Ruotone (Rudun). Foto di Francesco Testa Groppello, Ruotone (Rudun). Foto di Francesco Testa
    Modalità di Accesso

    Il Ruotone (Rudun) e il Lavatoio sono liberamente accessibili in ogni momento.

    Tipo di esperienza
    • Accessibilità motoria
    • Contesto cittadino
    • Interesse tecnico-ingegneristico
    • Lungo i corsi d'acqua
    • Raggiungibile in auto
    Mappa
    • Piazza Don Silvio Viganò 7, Cassano d’Adda

      Get Directions
    Comune
    • Cassano d'Adda
    Categoria
    • Sito di tradizione popolare
    • Infrastrutture idrauliche
    Tipologia Luogo
    • Architettura rurale storica
    • Ingegneria idraulica
    Durata

    Circa 30 minuti

    Modalità di Ingresso

    Gratuito

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