Le abitanti più anziane di Cascina Isola ricordano come, nell’androne d’ingresso, fosse effigiato Sant’Eusebio: una memoria orale che conferma quella scritta. In Visita pastorale a Fara, nel 1564, San Carlo Borromeo descrive infatti l’oratorio campestre di Sant’Eusebio ad insulam, l’odierna Cascina Isola.
La chiesetta versava in tale abbandono che il visitatore ne ordinò la demolizione, perché i materiali di risulta nutrissero il cantiere della parrocchiale. Del resto, l’oratorio campestre di Sant’Eusebio ad insulam era già antico allora, essendo documentato a Fara fin dal 1221. Malgrado l’oratorio non esista più, Cascina Isola sopravvive nelle sue mura solide e antiche.
Fonti storiche tramandano che nella seconda metà del Cinquecento, l’edificio era proprietà personale di Giovanni Francesco Melzi, discepolo di Leonardo (ASCMi, Famiglie, Melzi).
Vicino a Cascina Isola, la roggia Vailata giunge da Canonica d’Adda e alimenta le rogge secondarie di Fara: Santa Maria, Calcinera, San Nabore e Franca. Oggi in parte tombinato, questo complesso reticolo di acque, al tempo, garantiva sia l’efficienza irrigua sia quella dei lavatoi, permettendo piccole esondazioni controllate, indotte per irrigare gli orti dell’abitato e pulire le strade.
Le cascine sono proprietà privata, ma siamo sicuri che, se userete il dovuto rispetto e la giusta premura verso i loro abitanti, nessuno vi rimprovererà per uno sguardo curioso.