Non lontano dalla storica Villa Castelbarco, là dove il Naviglio della Martesana corre parallelo al fiume Adda, si apre il suggestivo Bosco o Parco del Salecc: un’area naturalistica di rara bellezza, incastonata tra acqua e verdeggiare. Il nome “Salecc” deriva dalla presenza, nei secoli scorsi, di una zona umida e ombreggiata da salici, che specchiavano le loro fronde sulle rive tranquille.
Oggi, grazie all’instancabile lavoro del gruppo di volontariato Vaprio Verde, l’area è stata recuperata e restituita alla comunità come spazio per passeggiate, pic-nic e momenti di quiete immersi nella natura.
L’accesso al Bosco si apre a lato dell’alzaia. Da qui si entra in un paesaggio fluviale straordinario: da un lato il Naviglio, con scorci sul Parco del Monasterolo; dall’altro l’Adda, poco a monte della confluenza del Brembo. Lungo il cammino si incontrano due elementi di grande fascino: una grande ruota idraulica in ferro, un tempo parte del sistema che alimentava i giochi d’acqua nel ninfeo e la fontana nei giardini di Villa Castelbarco, e un pittoresco ponticello che collega la villa a una lingua di terra che si protende nel fiume.
Nel Parco spicca la scultura lignea del drago Tarantasio, opera dell’artista Diego Cremonesi. Secondo la leggenda, questo drago abitava l’antico lago Gerundo, seminando terrore tra gli abitanti del territorio. Oggi, la sua immagine è diventata un simbolo affascinante e narrativo del parco. Più che essere un drago, che infestasse le acque del fiume, il Tarantasio era il fiume stesso in forma di drago: con le sue insidie, le sue anse come spire.
Il sottobosco, particolarmente rigoglioso in primavera, si trasforma in un tappeto fiorito dove sbocciano pervinche, primule, campanellini, denti di cane e scille. Questo ambiente è anche rifugio per numerose specie di fauna: tra gli uccelli si possono avvistare il picchio verde, il picchio rosso maggiore e vari passeriformi. Di grande rilevanza è la presenza dello scoiattolo rosso, specie autoctona rara e protetta, che resiste qui nonostante la pressione competitiva dello scoiattolo grigio americano. Il Bosco del Salecc rappresenta oggi non solo un prezioso habitat naturale, ma anche uno spazio educativo e rigenerante, dove storia, leggenda e biodiversità si fondono in un’esperienza unica per chi desidera riscoprire il legame profondo tra uomo e paesaggio.