L’Adda incanta oggi come allora, quando incantò Leonardo da Vinci, che da Vaprio d’Adda – affacciato dal balcone di Villa Melzi, osservava i vortici del fiume con uno stupore che si fece studio, disegno e poesia. In quelle acque che sembrano intrecciarsi come capelli al vento o come voli di uccelli, il Genio trovò una visione della natura come processo in divenire, come creazione ininterrotta.
A rievocare i vortici interviene anche la Passerella e scala “Vortice”, nata per celebrare i 500 anni di Leonardo a Vaprio: un’opera che coniuga memoria, paesaggio e scienza in un gesto architettonico di rara profondità. Progettata da Attilio Stocchi e Gualtiero Oberti, la scala a chiocciola si avvita come un’emergenza naturale dalle nebbie del fiume: un vortice architettonico che si innalza tra l’alzaia e Piazza Cavour, costruito secondo i principi della spirale logaritmica inclinata di 54 gradi e idealmente inscritto nei solidi platonici cari a Leonardo, che egli illustrò per il De Divina Proportione di Luca Pacioli.
Il suo intradosso, composto da circa 1.900 lastre triangolari, conferisce alla struttura una qualità scultorea e dinamica, in grado di tradurre in materia visibile la fluidità del pensiero leonardesco. È una scala che sembra non tanto costruita quanto generata – una materia vivente, una “natura” intesa nel senso etimologico di nascitura, ciò che è in procinto di nascere.
A completare il percorso, una passerella-trampolino leggera e affusolata, dalla sezione trapezoidale, supera il Naviglio e l’alzaia per aprirsi sull’Adda. È un punto di osservazione sospeso, pensato per fare del borgo stesso un panorama. Come nelle vedute settecentesche di Vanvitelli e Bellotto, qui il paesaggio diventa autoreferenziale, e il visitatore è invitato a fermarsi, guardare, riflettere. La “veduta Vaprio” si rivela nella sua immanenza, silenziosa e immutabile, e al tempo stesso sempre nascente.
Il progetto di realizzazione ha compreso anche il restauro attento della storica scalinata di discesa al Naviglio: un lavoro di cura materica, di dialogo tra antico e nuovo, con parapetti in ferro sobriamente inseriti, nel rispetto di una continuità architettonica e culturale.
Ogni scelta – dalla rastrematura della Passerella alla colorazione nero-verde della scala – è stata pensata per ridurre l’impatto ambientale, ma anche per amplificare la percezione emotiva del luogo. È un’architettura che non impone, ma invita; non solo collega, ma interroga.
La Passerella e scala “Vortice” è una soglia tra acqua e cielo, tra scienza e spiritualità, tra passato e futuro. Un’opera che non solo onora la figura di Leonardo, ma ripropone il suo sguardo: quello di chi sa vedere nella natura una forma di pensiero e nella geometria una lingua poetica. È una creazione che, come le acque dell’Adda, non smette mai di generarsi.