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    Rondanera. Foto da http://www.falesiatrezzo.altervista.org

    Rondanera

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    La parete di Rondanera, alta su un’ombrosa ansa del fiume Adda, è oggi una palestra di arrampicata su roccia. Ieri era una cava di ceppo d’Adda, la pietra locale, estratta qui fino alla prima metà del Novecento.

    La sospensione estrattiva alla penisola del castello intensifica l’assalto ad altre pareti rocciose della zona. Presidente della Società cooperativa tra lavoranti in ceppo di Brembate Sotto, l’avv. Emilio Gallavresi richiede nel 1893 l’esercizio della cava Fontane sull’Adda di Capriate, proprietà Mariani verso via ai Molini. Sulla riva capriatese del fiume estraggono inoltre Carminati, Mariani, Rizzi e gli imprenditori idroelettrici Federico Wyttenbach e Cristoforo Benigno Crespi. Partecipano alla Società cooperativa di Brembate anche Corda & Malvestiti che, almeno dal 1904 al 1937, cavano la prima cava di Val di porto. Si tratta della cornice rocciosa sud. La seconda cava segue a nord dopo l’innesto di via Belvedere. Nel 1937 cavano questo settore gli undici lavoratori stagionali di Antonio Persegoni, detto Togn Casina. Anche costui presiede una cooperativa tra scalpellini trezzesi. L’ultima porzione settentrionale è la terza cava, lavorata dalla cooperativa Rondinera che nel 1904 tiene sede a Concesa; la frazione esprime professionisti della pietra come Lorenzo Bassani Ross. Quella cooperativa è la formula più efficace in ambito estrattivo.

    Nel 1903 il consorzio brembatese stacca felicemente un ceppone di 6.000 metri cubi in località Rondinera ma, proprio allora, i lavori per la fondazione della diga al promontorio di Trezzo rallentano il transito dei barconi. Il presidente Gallavresi protesta che, per il trasporto dei blocchi meno pregiati (marógn), il ritardo di marcia aggrava troppo l’affitto orario delle imbarcazioni impiegate. L’avvocato ottiene l’ispezione dei Carabinieri sul cantiere dello sbarramento, misurando la rilevanza economica dell’industria estrattiva.

    Negli anni Quaranta Giuseppe Hummel, due volte presidente della calcistica Tritium, cava il ceppo d’Adda in Val di porto accanto a Persegoni: è la parete alta sull’odierno agriturismo Le cave del ceppo. Ma qual era allora la fatica dello scalpellino? Languente d’inverno, lo scavo riprende con la monda del versante dalle erbacce (disquà). Per prima cosa si aggredisce la striscia di ceppo più sporgente, scelta per essere lavorata. Le si scava sotto una galleria (corna) che penetra qualche metro. Sopra la pietra s’insinua invece una fenditura in cui vengono inseriti sottili fogli metallici (moll), tra cui martellare i cunei (chignöo) finché la roccia non si divarica. Sul masso caduto (ciaparun) è festa grande; anche se tocca ancora sezionarlo in parti ulteriori. I blocchi grezzi così ottenuti passano a valle. Vengono lavorati dagli artigiani dello scalpello che, davanti a un disegno preparatorio, impugna punte piatte (punciott) e acute (ponti) o la bocciarda (buciarda): un martello che lascia la pietra lievemente corrugata. Il fabbro (feree) tiene affilati tutti gli scalpelli che il garzone ritira.

    La fatica dalla cava parla dialetto. Il Trezzese chiama marógn le persone intrattabili e le rocce che il martello stenta a trattare; gli scalpellini sono invece detti “ciapee”. Sotto il sole più arrabbiato, la loro sudata fatica anagramma la roccia e consente capolavori: Corda & Malvestiti forniscono i ceppi per il basamento del campanile trezzese; per la fronte del cimitero monumentale di Bergamo; per i due edifici di custodia laterale alla cappella espiatoria di Monza. Ma alle cave trezzesi, dove molti Bergamaschi si impiegano, attinge tradizionalmente l’edilizia milanese: Persegoni fornisce, così, il ceppo per l’arengario di Milano. Oltre alla tutela dei versanti rocciosi, è il moderno taglio a filo diamantato a contribuire alla chiusura delle estrazioni. Questa tecnica accelera infatti l’incisione del sodo marmo ma frastaglia quella del ceppo, la cui composizione è più eterogenea.

    Cristian Bonomi

    Rondanera. Foto da http://www.falesiatrezzo.altervista.org Rondanera. Foto da http://www.falesiatrezzo.altervista.org Rondanera. Foto da http://www.falesiatrezzo.altervista.org Rondanera. Foto da http://www.falesiatrezzo.altervista.org Rondanera. Foto da http://www.falesiatrezzo.altervista.org Rondanera. Foto da http://www.falesiatrezzo.altervista.org
    Tipo di esperienza
    • Immerso nella natura
    • Interesse naturalistico e paesaggistico
    • Interesse sportivo
    Mappa
    • Via Alzaia, Trezzo sull'Adda

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    Comune
    • Trezzo sull'Adda
    Categoria
    • Siti e ambienti naturali e paesaggistici
    • Sport e tradizione
    Tipologia Luogo
    • Area sportiva
    • Sito naturale
    Durata

    Circa un'ora

    Modalità di Ingresso

    Gratuito

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