
L'itinerario in breve
Il fiume Adda non offre soltanto meravigliosi scorci, ma, lungo le sue acque si svela un percorso affascinante, dove l'ingegno umano ha imparato a dialogare con la forza inesauribile della natura: le sue rive sono infatti costellate da un sistema di centrali idroelettriche e dalle loro dighe, che come pianeti vi orbitano intorno.
Le centrali sono impianti che hanno trasformato la forza fluente del fiume in energia, illuminando città e alimentando lo sviluppo di una regione che ha trovato nell'acqua la sua spinta propulsiva; accanto ad esse le dighe, infrastrutture cruciali che, sbarrando il corso d'acqua, creano il dislivello necessario o convogliano le acque verso le turbine.
Questo itinerario conduce alla scoperta di veri e propri monumenti dell'ingegneria e dell'architettura, testimoni dell'ingegno che ha saputo valorizzare la potenza dell'acqua lungo l'Adda: la Centrale Bertini e la Centrale Esterle di Cornate, la Centrale Taccani di Trezzo, la Centrale Italgen di Vaprio e la Centrale Rusca a Cassano d’Adda.
Approfondisci l'itinerario
Il fiume Adda, con la sua generosa portata, ha da sempre rappresentato una risorsa inestimabile, un nastro d'acqua che ha favorito l'insediamento e lo sviluppo industriale, e che con l'avvento dell'elettricità, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, è diventato un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dell'ingegno umano.
Qui, la necessità di energia ha incontrato la visione di pionieri capaci di domare la potenza dell'acqua, trasformandola in forza motrice per la crescente industrializzazione, trasformando l'Adda in un percorso costellato di centrali idroelettriche, ognuna delle quali rappresenta una pagina di storia, tecnologia e architettura.
L'itinerario inizia a Cornate d'Adda, dove sorge la Centrale Idroelettrica Angelo Bertini. Costruita tra il 1895 e il 1898, fu all'epoca l'impianto idroelettrico più potente d'Europa e un motore fondamentale per l'elettrificazione di Milano. Questa centrale, un vero e proprio capolavoro neorinascimentale, è servita dalla caratteristica Diga di Paderno. È proprio grazie a questa diga a palizzata in legno di tipo Poirée, coeva alla centrale, che l'acqua viene incanalata tramite un'opera di presa che include il settecentesco Naviglio di Paderno, le cui origini si legano persino alle intuizioni di Leonardo. Quattro delle sue turbine Francis originali continuano ancora oggi a generare energia, mentre due gruppi macchina e i quadri di comando d'epoca sono esposti in un piccolo museo interno, testimonianze silenziose di una rivoluzione.
Proseguendo a valle, in località Villa Paradiso, incontriamo la Centrale Idroelettrica Carlo Esterle. Dedicata a un consigliere delegato di Edison, fu eretta tra il 1912 e il 1914 per rispondere all'esplosiva domanda energetica di Milano: un altro gioiello architettonico che sembra più una villa signorile che un impianto produttivo! Il suo stile fonde eclettismo lombardo, neorinascimento e liberty milanese, con dettagli decorativi di squisita fattura, come le opere in ferro battuto di Alessandro Mazzucotelli. All'interno, mosaici e arredi liberty incorniciano le macchine originali del 1914, ancora operanti. La sua operatività è strettamente legata alla Diga di Robbiate, o "Diga Nuova", imponente struttura costruita tra il 1912 e il 1914. È proprio da qui che le acque dell'Adda vengono captate tramite il Canale Edison, navigabile e dotato di una scala di risalita per i pesci, prima di affrontare un percorso sotterraneo di oltre 3 km fino alla centrale. Questa diga non solo alimenta la Esterle, ma ha anche permesso la costruzione della Centrale Guido Semenza a Calusco d'Adda, che sfrutta il dislivello generato dalla diga stessa, simbolo ulteriore dell'ingegno che ha saputo massimizzare la risorsa idrica.
Il viaggio ci porta poi a Trezzo sull'Adda, dove sorge la Centrale Idroelettrica Alessandro Taccani, capolavoro di Cristoforo Benigno Crespi, pioniere dell'industria cotoniera e fondatore di Crespi d'Adda. Inaugurata nel 1906, questa centrale fu voluta da Crespi per dialogare armoniosamente con l'antico Castello Visconteo di Trezzo, ricalcandone le forme e utilizzando la stessa pietra locale, il ceppo d'Adda. Questo la rende un esempio straordinario di integrazione tra architettura e paesaggio, con un progetto unico che la vede senza condotte forzate e con la diga a valle della presa. Negli anni Novanta, l'impianto è stato rinnovato con moderne turbine e la sua diga, nota come Diga di Trezzo sull'Adda, è stata aggiornata con paratoie a settore oleodinamiche, mantenendo viva la sua funzione vitale.
Poco più a sud, a Vaprio d'Adda, incontriamo la Centrale Idroelettrica Italgen, un impianto che rappresenta un connubio esemplare tra ingegneria e architettura, progettata dall'ingegner Marco Semenza e operativa dal 1951. La sua peculiarità risiede nel percorso idraulico, che inizia con la captazione delle acque dell'Adda a Concesa, in prossimità del ponte dell'autostrada A4. Qui, la diga che serve la centrale è strategicamente posizionata non solo per il prelievo delle acque necessarie all'impianto, ma anche per la derivazione del vicino Naviglio Martesana. Da Concesa, l'acqua intraprende un viaggio sotterraneo di ben 4 km attraverso una galleria scavata nella roccia, un'impresa ingegneristica notevole per l'epoca. L’edificio che ospita le turbine è una vera e propria opera d'arte, frutto del genio di Piero Portaluppi, uno dei più illustri architetti italiani del Novecento, capace di infondere nell'impianto un carattere unico, bilanciando eclettismo, modernismo e tradizione.
La Centrale oggi Italgen fu inizialmente promossa per garantire elettricità al Linificio Canapificio Nazionale di Fara Gera d’Adda in sostituzione della Centralina LCN interna e ancillare a questa fabbrica. Tale centralina, nata come idromeccanica e convertita poi a idroelettrica, è ancora oggi conservata in continuità agli spazi del dismesso stabilimento farese. Benché originariamente idromeccanica, efficiente cioè sul modello dei mulini (comunicando ai telari la forza impressa dall’acqua alle turbine, senza produrre elettricità), la costruzione della centralina LCN rappresenta un cantiere pionieristico e capostipite per l’interpretazione idroelettrica del medio Adda. Prima dell’invenzione del trasformatore, a opera di Galileo Ferraris, non era possibile trasportare l’elettricità su lunghe percorrenze. Per questa ragione, il piccolo impianto di Fara sorge direttamente a ridosso degli ambienti di lavorazione della canapa. Anche la tessitura Crespi, presso l’omonimo villaggio operaio, aveva una centralina altrettanto piccola, ancillare e idromeccanica: fu tuttavia dismessa e sostituita nel 1909 con l’impianto idroelettrico ancora oggi visitabile.
Il nostro percorso si conclude a Cassano d'Adda con la Centrale Idroelettrica Pietro Rusca. Costruita nel 1927, e concepita dall'ingegnere omonimo, allora direttore del Linificio Canapificio Nazionale, per fornire energia a questa importante realtà manifatturiera. La Rusca è un impianto ad acqua fluente con basso salto, perfettamente armonizzato con la morfologia del fiume, e la sua architettura sobria ma elegante, con richiami liberty, riflette l'ideale primo-novecentesco di coesistenza tra ingegneria e bellezza. L'acqua viene derivata dalla Traversa di Groppello, situata a monte e oggi modernizzata con paratoie controllate da remoto, che assicurano una gestione ottimale dei flussi e il rispetto ambientale. Otto gruppi di generazione con turbine Francis trasformano la forza dell'acqua in elettricità, prima che l'acqua sia restituita all'Adda tramite il Canale Pecchio, che poi diviene la Muzza. La centrale, ancora oggi operativa, è un monumento funzionale che custodisce la memoria di un'epoca in cui il lavoro umano, la forza dell'acqua e l'intelligenza tecnica generavano sviluppo e cultura del territorio.
Percorrere questo itinerario significa molto più che ammirare imponenti opere di ingegneria: è un viaggio nel tempo e nella cultura di un territorio, un percorso che rivela come l'ingegno umano, in armonia profonda con la natura, abbia plasmato l'industrializzazione della regione. Queste cinque “cattedrali dell’acqua” sono testimonianze di un passato glorioso che continua a "illuminare" il nostro presente, dimostrando che l'energia può essere una storia di arte e scienza, ma anche di profonda connessione con l'ambiente naturale.
Una cattedrale produttiva moderna, progettata e costruita dal 1895 al 1898, quasi all’alba del Novecento, per celebrare l’elettricità come nuovo motore del progresso.
Centrale BertiniUn trionfo di decorazione e proporzione, costruita in uno stile che fonde eclettismo lombardo, forme neorinascimentali e liberty milanese.
Centrale Idroelettrica Carlo EsterleL’estremo, innamorato, insonne capolavoro di Cristoforo Benigno Crespi.
Centrale Idroelettrica Alessandro TaccaniUn impianto di produzione energetica vero e proprio simbolo dell'ingegno italiano, dove la funzionalità dialoga con l'estetica.
Centrale Idroelettrica ItalgenUno stabilimento di filatura per lino e canape, costruito per contenere circa 20.000 fusi.
Linificio Canapificio Nazionale, villaggio operaio e ConvittoUn impianto ad acqua fluente con basso salto ancora in funzione, culmine di una visione tecnica e strategica che si affermò lungo l’Adda a partire dalla seconda metà dell’Ottocento.
La Centrale “Pietro Rusca” di CassanoCentrale Bertini, Cornate d'Adda
Centrale Idroelettrica Carlo Esterle, Cornate d'Adda
Centrale Idroelettrica Alessandro Taccani, Trezzo sull'Adda
Centrale Idroelettrica Italgen, Vaprio d'Adda
Linificio Canapificio Nazionale, villaggio operaio e Convitto, Fara Gera d'Adda
La Centrale “Pietro Rusca”, Cassano d'Adda