I boschi indispensabili per l’edilizia e il riscaldamento domestico, il gelso indispensabile per l’allevamento del baco da seta: insieme alla vigna, sono questi i colori forse più dimenticati del panorama rurale di Lombardia.
Nel territorio dei nove Comuni di Ecomuseo, tuttavia, sopravvivono piante secolari capaci di restituire traccia di quel paesaggio perduto. È il caso di alcune essenze superstiti: il Gelso monumentale di Cassano, il Platano di Badalasco a Fara Gera d’Adda, il Cedro di Piazza Libertà e la Sophora di via Donizetti a Trezzo, un gelso più piccolo ma ugualmente significativo sulla piazza di Paderno; infine, fuori dai confini ecomuseali, il Platano monumentale di Verderio sulla rotonda di Via dei prati.
Approfondisci l'itinerario
Storia e lavoro tra le radici del gelso di Cassano
Risale al XVII secolo il Gelso di Cassano, censito come albero monumentale della Città metropolitana di Milano. Alto 15 metri e con una circonferenza al tronco di 420 centimetri, il Gelso cassanese è in posizione privilegiata per aver assistito alla storia del luogo: presso il ricetto, con vista sulla fortezza viscontea, è l’unico superstite dei moltissimi gelsi che scandivano allora le corti e le campagne. Nei patti colonici di conduzione a mezzadria, la maggior parte dei frutti veniva divisa a metà, attribuendo la prima parte al padrone per saldo d’affitto mentre la seconda parte restava al contadino conduttore per il sostentamento della sua famiglia. Facevano eccezione le foglie dei gelsi, che erano considerate ad appannaggio intero ed esclusivo del proprietario. Era costui che ne dettava l’utilizzo che, perlopiù, restava affidato al conduttore perché ne nutrisse i bachi da seta assegnatigli in larva dal padrone.
Un albero secolare nel cuore di Paderno
Benché più modesto per età ed altezza, il Gelso di Paderno affaccia anch’esso su un luogo baricentrico della storia paesana: la piazza del municipio, dove è custodito non solo per arredo urbano ma anche per fare pubblica memoria delle tradizioni locali, tra cui la gelsibachicoltura.
Il Platano di Verderio
Fuori dal perimetro del territorio ecomuseale, e tuttavia prossimo e coerente al suo panorama, va segnalata un’altra pianta monumentale censita: si tratta del Platano di Via Prati a Verderio, maestoso e centrale allo snodo stradale verso Paderno.
Il Platano di Badalasco che fa ombra sulla piazza
Entro i confini ecomuseali, un’essenza simile ma più giovane è il Platano di Badalasco a Fara Gera d’Adda, anche questo in posizione preminente sulla piazzetta centrale della località, che fu lungamente proprietà esclusiva della nobile famiglia Melzi.
Ombre monumentali a Trezzo
Altre due piazze godono l’ampia ombra di alberi storici, ed entrambe si trovano a Trezzo: la Sophora di via Donizetti ma, soprattutto, il Cedro di Piazza Libertà. Quest’ultima fu piantata solo nei primi anni Sessanta del Novecento; eppure, è cresciuta in altezza, annodando strette radici nel sentire della Comunità locale. Il Cedro viene illuminato per Natale e, ai suoi piedi, l’ultimo intervento di riordino urbanistico della piazza ha previsto una seduta circolare in pietra, che permetta ai Trezzesi di proseguire più comodamente le loro conversazioni, testimone il cedro stesso.
Itinerario
Tappa 1 - Cassano d'Adda
Una forma di memoria alternativa, più silenziosa ma altrettanto potente: un gelso secolare, conosciuto localmente come "al muron".