Seguendo il corso del Naviglio Martesana lungo la via Alzaia, lo sguardo viene naturalmente attratto da una presenza silenziosa e solenne: l’Antico Lavatoio di Vaprio d’Adda. Realizzato nel XVIII secolo poco a monte di villa Visconti di Modrone, il Lavatoio rappresenta uno dei più importanti segni materiali della vita quotidiana e comunitaria del paese. La sua posizione lo pone in diretto dialogo con le altre ville patrizie affacciate sul Naviglio, tra cui la vicina Villa Melzi d’Eril, dove Leonardo da Vinci soggiornò nei primi anni del Cinquecento, osservando e studiando proprio quelle acque che oggi lambiscono le pietre del lavatoio.
La struttura si distingue per la sua sobria monumentalità: sei colonne doriche sorreggono una copertura – un tempo realizzata in scaglie di ardesia – che proteggeva le donne durante il lavoro.
È considerato il più imponente tra i circa venti lavatoi ancora presenti lungo il Naviglio Martesana, non solo per le sue dimensioni, ma per l’eleganza del disegno architettonico. Pensato per sfruttare al meglio la corrente limpida del canale, il Lavatoio fu costruito con piani inclinati e superfici ruvide che facilitavano il lavaggio manuale. Ma oltre alla funzione pratica, esso era anche un luogo simbolico: esclusivamente femminile, riservato alle massaie, fu centro di socialità, scambio e solidarietà per generazioni. Qui, fino alla metà del Novecento, si intrecciavano lavoro e vita, tra chiacchiere e silenzi, sotto il ritmo paziente dell’acqua corrente.
Restaurato nel 2023, il Lavatoio conserva la sua integrità storica, valorizzata anche dall’illuminazione. Oggi è oggetto di un progetto di valorizzazione che mira a preservarne la struttura e a conferirgli una nuova funzione culturale: uno spazio aperto, visibile dalla vicina alzaia.