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    Castello Visconteo, esterno. Foto da www.ilcastelloeventi.com

    Castello Visconteo

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    Maestoso e isolato sopra un’ansa dell’Adda, il Castello Visconteo di Cassano d’Adda domina il paesaggio come una sentinella di pietra, intrecciando oltre mille anni di storia, arte e potere. Edificato su una posizione strategica, dove le acque del fiume e del canale Muzza si incontrano in un nodo idraulico e viario, il Castello conserva ancora oggi l’aura di un luogo che ha ospitato imperatori, vescovi, tiranni, artisti e popoli in armi.

    Sebbene le prime attestazioni scritte risalgano al 16 settembre dell’anno 877, giorno in cui è datata la donazione di Carlomanno - che cita il Castello di Cassano quale possesso del vescovo ambrosiano, passato nel 1045 al monastero milanese di San Dionigi - l’origine della sentinella di pietra della città potrebbe essere ben più antica, con tracce che suggeriscono insediamenti romani e longobardi. Le battaglie tra Claudio II il Gotico e Aureolo (268 d.C.) o tra Alachis e Cuniperto (690 d.C.), ne fanno già un epicentro strategico nel primo millennio. Il canale Muzza, scolpito nel paesaggio già dal I secolo a.C. per volere del praefectus Titus Mutius, testimonia una precoce ingegneria idraulica a servizio dell’agricoltura e del commercio.

    Durante il Medioevo, il Castello fu al centro delle lotte fra Guelfi e Ghibellini. Nel 1158, Federico Barbarossa lo utilizzò come base per la campagna contro Milano. Nel 1259, il suo destino si intrecciò con quello di Ezzelino III da Romano, tiranno della Marca Trevigiana e genero di Federico II, il cui esercito fu sconfitto tra Cassano e Truccazzano; Ezzelino, catturato a tradimento dal capitano Turcazzano da Soncino, morì il giorno seguente. Il Castello visse anche la rivalità interna tra i Visconti, con episodi come la sconfitta di Lodrisio da parte di Azzone Visconti nel 1339.

    In effetti, fu Ottone Visconti a sancire anni prima, nel 1313, la rilevanza ducale del forte, decisivo per la tenuta militare dell’Adda, definendo la sua trasformazione da fortilizio ecclesiastico a roccaforte ducale. Sotto Giovanni Visconti e poi Bernabò, con sua moglie Regina della Scala, il Castello assunse anche un volto residenziale, decorato con affreschi raffinati, stemmi araldici e motivi architettonici di matrice lombarda e scaligera. I loro emblemi, ripetuti con insistenza nelle sale, testimoniano una volontà di affermazione dinastica che trova riscontro anche nel Duomo di Milano.

    Nel XV secolo, sotto Francesco Sforza, l’ingegnere Bartolomeo Gadio rafforzò il Castello con una muraglia che lo trasformò in una rocca difensiva contro le incursioni veneziane. Le strutture sforzesche, visibili ancora oggi, si affacciano poderosamente sul Muzza, integrando contrafforti, casematte e una cinta muraria che ha resistito anche all’artiglieria dei secoli successivi.

    Durante la Guerra di Successione Spagnola, il 16 agosto 1705, qui si svolse una delle battaglie più cruente d’Europa, con 8.000 morti e 6.000 feriti. Due anni prima, 4.500 soldati piemontesi furono rinchiusi nei sotterranei del Castello e lasciati morire di inedia. I cassanesi eressero in loro memoria una cappella nel campo sotto il Rivellino, ancora oggi commemorata il 4 settembre. Nel 1799, un altro scontro epocale vide la sconfitta dei Francesi da parte degli Austro-Russi, preludio alla fine del primo dominio napoleonico.

    Dopo il secondo dominio sforzesco e il passaggio allo Stato di Milano, nel 1538 il Castello fu concesso da Carlo V alla famiglia D’Adda, divenendo marchesato. Passò poi ai Castaldi, ai Bonelli e nuovamente ai D’Adda nel 1782. Durante l’Illuminismo, Carlo Emanuele III ne promosse il restauro, ma nel XIX secolo la sua funzione bellica fu definitivamente superata: divenne sede di filande, tribunali, carceri e persino osteria e balera.

    Significativo fu l’insediamento, a metà Ottocento, della filanda del gruppo Blondel-Paladini, in linea con la politica industriale dei governi di Maria Teresa e Giuseppe II, che trasformarono la Valle dell’Adda in un asse produttivo. Tuttavia, l’uso improprio e il degrado finirono per compromettere la struttura, fino a un decisivo intervento di recupero negli anni Novanta del Novecento.

    Oggi il Castello, disposto attorno a un cortile trapezoidale, ha ritrovato la sua dignità adattandosi alla funzione odierna di hotel, ristorante e location per eventi: qui, oltre 2.500 mq di affreschi restaurati restituiscono un patrimonio iconografico e architettonico straordinario, specchio delle molte vite del maniero. Più che un monumento, il Castello Visconteo di Cassano d’Adda è un archivio vivente della storia italiana: un luogo dove l’arte, la politica, la guerra e la memoria si fondono nella pietra, parlando ancora oggi al cliente, al viandante e al cittadino, al devoto, allo storico o al passante distratto, ricordando loro la fragilità e la grandezza del tempo.

    Contenuto testuale sviluppato a partire dagli scritti di Marco Galbusera e Laura Fornaroli per il Comune di Cassano d'Adda.

    Castello Visconteo, esterno. Foto di Zhang Yuan, CC BY 3.0, Wikimedia Commons Castello Visconteo, esterno. Foto di Zhang Yuan, CC BY 3.0, Wikimedia Commons Castello Visconteo, esterno. Foto da www.ilcastelloeventi.com Castello Visconteo, esterno. Foto da www.ilcastelloeventi.com Castello Visconteo, interno. Foto da www.ilcastelloeventi.com Castello Visconteo, interno. Foto da www.ilcastelloeventi.com Castello Visconteo, interno. Foto da www.ilcastelloeventi.com Castello Visconteo, interno. Foto da www.ilcastelloeventi.com
    Modalità di Accesso

    Il Castello Visconteo è una location per eventi e un hotel a quattro stelle. Segue orari di apertura regolari ma l'accesso al luogo è consentito esclusivamente a clienti e ospiti.

    Tipo di esperienza
    • Accessibilità motoria
    • Attività commerciali, ristorazione e accoglienza
    • Contesto cittadino
    • Identità e tradizioni
    • Interesse storico-artistico e architettonico
    • Raggiungibile in auto
    • Lungo i corsi d'acqua
    Mappa
    • Piazza Perrucchetti, 3, Cassano d'Adda

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    Comune
    • Cassano d'Adda
    Categoria
    • Attività di ristorazione e accoglienza
    Tipologia Luogo
    • Architettura fortificata
    Durata

    Variabile

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