Nel 1752 i Padernesi scrivono al card. Giuseppe Pozzobonelli, arcivescovo di Milano, perché in buon concerto tra loro […] vorrebbero ergere dai fondamenti un detto oratorio sulla pubblica strada che, longo le sponde del fiume Adda, da Paderno conduce a Trezzo e questo dedicare ai Morti del Lazzaretto (Archivio storico diocesano di Milano, Spedizioni diverse, f. 23, Paderno). La richiesta, cui il porporato consente, riguarda con buona certezza l’attuale oratorio che, vicino al cimitero di via Airoldi, è noto come “Chiesetta degli Alpini” ma resta intitolato alla Madre di Dio e a Sant’Elisabetta, come riferito sul portale d’ingresso. Le finestre ai due lati del portone hanno una cornice di pietra scolpita con figure di teschi e ossa incrociate. Questa macabra decorazione sembra confermare che si tratti proprio dell’oratorio, voluto dai Padernesi nel 1752 per procurare in ogni miglior modo i maggiori suffragi alle anime del Purgatorio.
L’oratorio è stato riordinato una prima volta nel 1933 e ancora nel 1965 quando il locale Gruppo Alpini, costituitosi proprio quell’anno, assume la manutenzione ordinaria e il decoro della Chiesetta. Qui il Gruppo colloca alcune opere dell’artista Alessandro Nastasio: a destra, entrando, una grandiosa xilografia raffigurante la Deposizione di Cristo; a sinistra, un crocifisso in legno; sull’altare maggiore, infine, al posto della pala d’altare trafugata nel 1991, una xilografia della Resurrezione.