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    Cotonificio Vellutificio Visconti di Modrone VELVIS, esterno. Foto di www.turismo.parcoaddanord.it

    Cotonificio Vellutificio Visconti di Modrone VELVIS

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    A Vaprio d'Adda, in una posizione strategica a metà strada tra Bergamo e Milano una vocazione industriale ha affiancato il tradizionale lavoro nei campi. Qui, già agli inizi del XIX secolo, sorsero i primi opifici che gettarono le basi per un profondo sviluppo economico, allontanando il territorio da un'economia prettamente agricola e, tra le testimonianze più significative di questa fase pionieristica dell'industria lombarda, spicca il Cotonificio Vellutificio Visconti di Modrone VELVIS.

    L'edificio che ospita quest’attività fu costruito nel 1839 per volere della società Sioli-Dell'Acqua, insieme a Giuseppe Archinto, nobile e latifondista milanese, che ottenne la concessione delle acque della Roggia Panigarola, fondamentali per l'opificio. Già nel 1841, la lungimiranza tecnica dei soci portò all'installazione dei primi telai meccanici e di una tintoria, dedicandosi non solo al fustagno ma anche ai velluti a costa, dei quali furono inizialmente produttori esclusivi. La qualità eccezionale dei tessuti di Vaprio fu subito riconosciuta: nel 1845, la Festa delle Arti di Milano premiò l'opificio con una medaglia d'oro, il primo di numerosi riconoscimenti, tra cui una medaglia d'argento all'Esposizione dei Tessuti di Vienna. Il successo fu tale da incoraggiare persino l'idea di raddoppiare l'attività sulla riva bergamasca, sfruttando la Roggia Vailata.

    Tuttavia, la Guerra Civile Americana portò sofferenza all'industria tessile europea, interrompendo il traffico di cotoni e causando licenziamenti di massa. L'erede del conte Giuseppe Archinto, Luigi, non riuscì a rinnovare la produzione e nel 1865, i suoi creditori vendettero la manifattura al Duca Raimondo Visconti di Modrone.

    Fu proprio in questo passaggio di proprietà che il vellutificio assunse il nome VELVIS, un'unione tra le lettere iniziali di VELluti e VISconti. I duchi Visconti di Modrone vollero per il loro stabilimento un'architettura che oggi appare come un vero e proprio castello medievale: l'edificio si distingue per le sue torri coronate di merli e un grande portale verso l'Adda, sormontato dal celebre biscione visconteo racchiuso in scudo e sormontato da una corona. Questa scelta stilistica, pur essendo estranea alle esigenze produttive, celebrava il passato feudale e le nobili origini della famiglia, fungendo da simbolo di potenza e solidità. Un esempio dei progressi tecnici del tempo è l'alta torre a pianta circolare, ben visibile oltre il muro di via Visconti, che nascondeva al suo interno un albero motore verticale, ideato per distribuire la forza motrice ai diversi piani dello stabilimento.

    Nel 1882, la gestione del vellutificio passò a Guido Visconti di Modrone, fratello di Raimondo, senatore del Regno d'Italia e rifondatore del teatro lirico "La Scala", il quale perseguì un'avanguardia tecnica e aziendale: sotto la sua guida, infatti, gli stipendi aumentarono e nel 1903 le precedenti ruote motrici furono sostituite da una turbina Riva-Monneret. La credibilità della manifattura vapriese era tale che nel 1932 altre produzioni tentarono di plagiarne il marchio, portando alla sua registrazione definitiva.

    Alla morte di Guido nel 1902, Umberto Visconti di Modrone assunse la guida in un periodo difficile, segnato da un cattivo raccolto di cotone tra il 1903 e il 1904.

    La storia del Vellutificio Visconti VELVIS è giunta al termine nel 2024, quando l'attività, rilevata negli anni Ottanta dal Gruppo Inghirami-Cantoni, ha chiuso definitivamente i battenti. Nonostante ciò, essa lascia un'eredità storica e architettonica che continua a testimoniare il suo grande valore.

     

    Curiosità: alla storia del Vellutificio si lega anche una curiosità. Fin dalla sua costruzione, sulla facciata del vellutificio che guarda il fiume, è stato posto un dipinto di una Madonna con Bambino, forse per proteggere lo stabilimento dalle esondazioni. Questa effige divenne oggetto di grande venerazione da parte dei Vapriesi, soprattutto dopo la notte del 28 aprile 1945. Durante un conflitto a fuoco tra truppe tedesche, alleate e partigiane, alcuni abitanti si rifugiarono nell'edificio, che fu mitragliato. Al cessare degli spari, si scoprì che proprio il cuore della Madonna era stato trafitto da una pallottola: l'evento fu interpretato come un miracolo, un atto della Vergine che aveva sacrificato il suo cuore per salvare il paese e chi si era rifugiato nello stabilimento. A ricordo di questo episodio, fu posta una lapide con l'iscrizione "Offrii il suo cuore di Madre all’ira nemica perché fosse risparmiata Vaprio da irreparabile rovina" e da allora questa effigie, ancora oggi visibile, è conosciuta col nome di “Madonna Ferita”.

    Contenuto testule sviluppato a partire dagli scritti di Dario Riva.

    Cotonificio Vellutificio Visconti di Modrone VELVIS, esterno. Foto di www.comune.vapriodadda.mi.it Cotonificio Vellutificio Visconti di Modrone VELVIS, esterno. Foto di www.comune.vapriodadda.mi.it Cotonificio Vellutificio Visconti di Modrone VELVIS, esterno. Foto di www.turismo.parcoaddanord.it Cotonificio Vellutificio Visconti di Modrone VELVIS, esterno. Foto di www.turismo.parcoaddanord.it Cotonificio Vellutificio Visconti di Modrone VELVIS, esterno. Foto di www.turismo.parcoaddanord.it Cotonificio Vellutificio Visconti di Modrone VELVIS, esterno. Foto di www.turismo.parcoaddanord.it Cotonificio Vellutificio Visconti di Modrone VELVIS, esterno. Foto di www.turismo.parcoaddanord.it Cotonificio Vellutificio Visconti di Modrone VELVIS, esterno. Foto di www.turismo.parcoaddanord.it
    Modalità di Accesso

    L’area esterna del Cotonificio Vellutificio Visconti di Modrone VELVIS è sempre accessibile. L’accesso agli spazi interni, invece, non segue orari di apertura regolari.

    Tipo di esperienza
    • Accessibilità motoria
    • Identità e tradizioni
    • Interesse sociale e culturale
    • Interesse storico-artistico e architettonico
    • Interesse tecnico-ingegneristico
    • Lungo i corsi d'acqua
    • Raggiungibile in auto
    • Sito produttivo o del lavoro storico
    Mappa
    • Via Alzaia Sud, 13, Vaprio d'Adda

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    Comune
    • Vaprio d'Adda
    Tipologia Luogo
    • Archeologia industriale
    Durata

    Circa 30 minuti

    Modalità di Ingresso

    Fruibile solo dall'esterno

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