La torre dell’omonima via trezzese testimonia come doveva apparire il borgo trezzese durante il Medioevo: contraddistinto da strade anguste e cinto da mure, aperte sulle porte Santa Marta, San Bartolomeo, Valverde e Santa Caterina. Questa torre è legata all’ascesa della famiglia Mazza che, in rapporti anche con il priorato cluniacense di San Benedetto in Portesana (oggi Cascina San Benedetto), raduna vaste ricchezze sul territorio.
L’arco alla base della torre consente di accedere a un primo cortile, comunicante con altri del centro storico. Questo sistema di cortili testimonia un lineamento tipico delle antiche corti rustiche, un tempo vocianti di bambini e popolate spesso da animali sull'aia. I cortili trezzesi hanno spesso un nome dialettale: Curt di Barnaèi, ad esempio, è il primo di via de’ Magri verso il rione Valverde; Curt granda è quello di Valverde retrostante all’ex-chiesa di Santo Stefano, poi sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso e quindi del Corpo bandistico cittadino parrocchiale; Curt di Braschètt è il cortile in fondo a via Appiani.
I cortili prendono più spesso il proprio nomignolo dialettale dal soprannome delle famiglie o dei personaggi che un tempo lì abitavano.
Le corti sono proprietà privata, ma siamo sicuri che, se userete il dovuto rispetto e la giusta premura verso i loro abitanti, nessuno vi rimprovererà per uno sguardo curioso e potrete affacciarvi con serenità al loro interno.