Paderno d’Adda affaccia su via Manzoni alcuni dei suoi cortili più caratteristici. Tra questi, il cortile del fabbro: in dialetto, Curt del Feré. Le corti assumono infatti il nome di chi le abita e le anima. Qui il fabbro Viganò batteva il ferro rovente sull’incudine e dava il ritmo anche ad altre attività che popolavano la corte. C’erano infatti una suonatrice di violino e un barbiere dalla voce canterina che, tra tagli e acconciature, intonava note liriche. Il canto di costui, il ritmo dell’incudine e le corde di violino componevano una singolare esecuzione musicale in questo sonante cortile di Paderno, per questo conosciuto anche come curt de fracass.
Curiosità: l’arteria principale di Paderno d’Adda e le sue diramazioni sono ricche di corti caratteristiche. Fuori ad ognuna è posta una targa, progettata e installata dall’amministrazione comunale, che ne evidenzia la presenza, riportandone il nome dialettale con cui è conosciuta dalla comunità.
Memoria storica: il giorno 11 maggio del 2025, dinanzi alla Corte Grandedi Via Manzoni, il Comune di Paderno d'Adda, in collaborazione con l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI d'Adda, ha provveduto alla posa di tre Pietre d'Inciampo, dedicate a Pasquale Brivio, Giuseppe Villa e Guido Panzeri, i tre giovani arrestati e deportati il 9 maggio 1944.
Le corti sono proprietà privata, ma siamo sicuri che, se userete il dovuto rispetto e la giusta premura verso i loro abitanti, nessuno vi rimprovererà per uno sguardo curioso e potrete affacciarvi con serenità al loro interno.