I Tre Corni dell’Adda sono tre spettacolari spuntoni rocciosi che emergono verticali dalle acque del fiume, nel tratto tra Paderno d’Adda e la forra sottostante il ponte San Michele. Costituiscono uno dei simboli paesaggistici più suggestivi del Parco Adda Nord e rappresentano l’ingresso naturale alla forra dell’Adda, una gola profonda oltre 100 metri, modellata nei millenni dall’erosione fluviale.
Questa formazione ha un'origine antichissima: i Tre Corni sono ciò che resta di un massiccio roccioso eroso dall’acqua e dai ghiacciai del Quaternario. Nelle loro vicinanze si trovano le cosiddette marmitte dei giganti, cavità perfettamente cilindriche scavate dai vortici d’acqua e dai detriti trasportati dal fiume durante l’epoca glaciale.
L’area dei Tre Corni è anche strettamente legata all’opera idraulica del Naviglio di Paderno, realizzata per collegare i due rami del fiume e superare la discesa impervia della forra. Questo sistema di canali, chiuse e opere murarie, studiato anche da Leonardo da Vinci, si fonde perfettamente con l’ambiente naturale, creando un paesaggio che racconta sia la forza della natura che l’ingegno umano.
I Tre Corni sono facilmente raggiungibili tramite i sentieri del Parco Adda Nord, che si snodano lungo il fiume e permettono di esplorare l’intera area della forra. Sono tappa dell’Ecomuseo Adda di Leonardo, un itinerario culturale e naturalistico che valorizza il legame tra paesaggio e ingegno umano. Oltre al valore scientifico e ambientale, il sito conserva un’aura evocativa che ne fa un luogo ideale per escursioni e momenti di contemplazione.
Curiosità: Il paesaggio dei Tre Corni, con le sue rocce frastagliate, ha per lungo tempo suggerito un legame con lo sfondo della Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci. Secondo una tradizione critica piuttosto diffusa, questi elementi naturali avrebbero ispirato l’artista durante il suo soggiorno a Vaprio d’Adda. Tuttavia, studi più recenti (condotti soprattutto da Luca Tomio per il Parco Adda Nord) tendono a ridimensionare questa ipotesi, escludendo un legame diretto tra la morfologia dei Tre Corni e l’opera pittorica. Il paesaggio dipinto da Leonardo sarebbe, secondo la critica attuale, una composizione ideale, non riconducibile a un luogo specifico. Ciò nonostante, il fascino di questa ipotesi rimane intatto. Il legame tra Leonardo e il territorio dell’Adda è infatti ben documentato: l’artista osservò e studiò questi luoghi, il particolare il comportamento delle acque, le rocce e le strutture idrauliche. Che i Tre Corni siano entrati o no letteralmente nei suoi dipinti, ciò che è certo è che hanno fatto parte dell’universo visivo, scientifico e paesaggistico che Leonardo esplorò e ritrasse con straordinaria attenzione.