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    Sasso San Michele sotto il Ponte San Michele. Cartolina storica, dalla raccolta privata di Rino Tinelli

    Itinerari di guerra e Resistenza: i Bombardamenti

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    Descrizione

    L'itinerario in breve

    Ma “guerra” in che senso? Al senso dell’udito, la guerra si annuncia nel grande e nel piccolo allarme, che si manifestano con il rombo delle incursioni aeree e il sibilo dei bombardamenti. Al senso della vista, la guerra si annuncia nelle lampadine velate, nelle imposte chiuse alla finestra per non dare indizi di luce al nemico che sta per bombardare ponti e centrali lungo l’Adda. Al senso del tatto, la guerra si annuncia nelle stoffe ruvide e autarchiche dell’orbace e della canapa. Al senso del gusto, la guerra si annuncia nella fame, nel mercato nero e nei prelievi forzosi sul raccolto contadino. Al senso dell’olfatto, infine, la guerra si annuncia con l’odore acre e disperato dei sepolti vivi sotto le macerie.

    In entrambi i conflitti mondiali, la valle del medio Adda viene percorsa dai bombardamenti, che cercano nel mirino obiettivi militarmente caldi come i ponti ferroviari e tramviari (Paderno, Trezzo) e gli impianti idroelettrici (soprattutto Calusco, Cornate, Trezzo). Alla minaccia dei bombardamenti, si aggiunge nella Seconda guerra la minaccia della deportazione, di cui fanno memoria le Pietre d’inciampo posate a Paderno d’Adda e Cassano d’Adda. Dopo l’armistizio del settembre 1943, non è infrequente che i giovani aderiscano alla lotta di Resistenza clandestina, mettendo a frutto la propria competenza del territorio e quella militare ricevuta nell’esercito prima di abbandonare la divisa. Il sabotaggio alle truppe germaniche si alterna al dovere di custodire l’incolumità dei civili che abitano presso i quartier generali dei soldati tedeschi, specie a Imbersago (ex-filanda) e Trezzo (Villa Gina). Questo difficile equilibrio si spezza tra il 27 e il 28 aprile 1945, al passaggio di una colonna tedesca da Fara a Canonica fino a concludersi tragicamente in una fallita trattativa di resa presso Capriate San Gervasio.

     

    Approfondisci l'itinerario

    Lo stile delle incursioni durante la Prima guerra è diverso da quello praticato durante la Seconda. L’aviazione anglo-americana, infatti, non mira quasi più a singoli obiettivi militari ma soprattutto alle dighe, così da allagare un intero bacino, come le riuscì di fare nella regione industriale della Ruhr tedesca. A consentire questa strategia è una tecnica di tiro molto perfezionata rispetto alle rudimentali operazione della Grande Guerra. Nel febbraio 1916 due Etrich Taube e un biplano sorvolano la valle dell’Adda in cerca di impianti idroelettrici. Sono velivoli fragili da cui, di fatto, vengono lanciati a mano ordigni esplosivi. Nel tentativo di colpire la Centrale Idroelettrica oggi Enel “Alessandro Taccani” di Trezzo sull’Adda, l’incursione colpisce una parte della Cascina “Ronchetto” sull’omonima contrada (oggi via Appiani) sovrastante l’impianto. Muoiono così due civili: Ernesta Brasca (37 anni), che stringe a sé la figlia Cornelia Barzaghi (4 anni). Il Corriere della Sera, che definisce i velivoli nemici  “briganti dell’aria”, indugia sulle due tragiche morti ma tace gli esiti del bombardamento. La censura diffida infatti le testate nazionali dal riferire informazioni che, insieme, fiaccassero il morale patriottico degli Italiani e somministrassero indizi utili al nemico. Solo dalle successive richieste di risarcimento per danni di guerra, trapela con certezza il danno arrecato alla centrale colpita.

    Durante la Seconda guerra mondiale, le foto dell’Archivio storico Enel di Napoli ritraggono specie gli impianti più a nord, e soprattutto la Centrale Idroelettrica Edison “Carlo Esterle” di Cornate d’Adda, con un rivestimento di canne intrecciate per mimetizzare le condotte forzate, scampandole così agli attacchi aerei.

    Gli impianti non soffrono danni gravi ma, insieme a loro, altri bersagli muovono l’aviazione nemica nei cieli della valle fluviale: i ponti. Soprattutto il ponte reticolare San Michele, tra Paderno e Calusco d’Adda, il cui passaggio ferroviario sulla linea Milano-Bergamo lo rende un obiettivo militare primario per sospendere le comunicazioni non solo in provincia ma anche tra i due capoluoghi. Per questa ragione, specie nel 1944, i bombardamenti si susseguono, colpendo gravemente anche il vicino Mulino Colombo. Testimone di quei tragici mesi, nel 2000 è stato ripescato e disinnescato un ordigno bellico inesploso, che giaceva a circa 4 metri di profondità sotto l’arco del ponte, suo obiettivo mancato.

    All’esterno ma in prossimità del territorio ecomuseale, tra Mezzago e Bellusco, nel 1944 viene mitragliato da incursione aerea anche il Gamba de legn, tramvia che attraversava Vaprio e Trezzo. Il 28 ottobre di quell’anno Virgilio Brambilla è il macchinista alla guida quando, verso mezzogiorno, superata la fermata di Busnago, il treno viene colpito da una mitragliata da parte di due velivoli nemici. In questi casi la procedura standard prevede il blocco del treno, la discesa e la messa in salvo di tutti i passeggeri. Sul treno si trova però un gruppo di soldati tedeschi che ne vieta l’arresto, provocando di fatto la tragedia. Virginio, dopo la prima mitragliata, non abbandona il mezzo per consentire a tutti i passeggeri di mettersi in salvo, venendo così ucciso dalla seconda raffica. Il bombardamento causa 72 feriti e 48 morti. Dal referto medico del macchinista risulta che gli aerei hanno usato pallottole esplosive poiché è stato riscontrato al Brambilla un solo foro di entrata e tre di uscita. L’atto di morte riporta che il decesso è avvenuto sulla strada provinciale per Monza località Mezzago alle ore 13.50 quindi poco dopo il primo attacco.

    Cristian Bonomi

    Itinerario
    Centrale Idroelettrica Alessandro Taccani. Foto da www.lombardiabeniculturali.it
    Tappa 1 - Trezzo sull'Adda

    La Centrale Idroelettrica Alessandro Taccani, bersaglio dei bombardamenti nelle due guerre mondiali, non interruppe mai la produzione, continuando a illuminare il futuro anche nei momenti più bui."

    Centrale Idroelettrica Alessandro Taccani
    Centrale Idroelettrica Carlo Esterle, veduta, da sito turismo.parcoaddanord.it
    Tappa 2 - Cornate d'Adda

    Nascosta dietro un intreccio di canne, la Centrale Esterle ingannò i cieli di guerra e scampò alle bombe del secondo conflitto mondiale.

    Centrale Idroelettrica Carlo Esterle
    Ponte San Michele; alle spalle, l'incile del Naviglio, Foto di Mario Donadoni
    Tappa 3 - Paderno d'Adda

    Durante la Seconda guerra mondiale il Ponte San Michele, bersaglio dei bombardamenti alleati, resistette indenne, confermando la solidità del suo prodigioso ingegno ottocentesco

    Ponte San Michele
    Molino Colombo, immagine storica. Foto di www.molinocolombo.it
    Tappa 4 - Paderno d'Adda

    Nel 1945 le bombe destinate al Ponte San Michele travolsero anche il Molino Colombo, che dalle sue macerie rinacque nelle forme odierne.

    Gamba de legn. Publico dominio, via Wikimedia Commons
    Tappa 5 - Vaprio d'Adda

    Durante la Seconda guerra mondiale il Gamba de Legn divenne un treno di salvezza, portando lontano dai bombardamenti cittadini verso la quiete delle campagne

    Gamba de Legn
    Percorso
    • Centrale Idroelettrica Alessandro Taccani, Trezzo sull'Adda

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    • Centrale Idroelettrica Carlo Esterle, Cornate d'Adda

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    • Ponte San Michele, Paderno d'Adda

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    • Molino Colombo, Paderno d'Adda

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    • Gamba de Legn, Vaprio d'Adda

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    Gallery
    Categoria
    • Architettura industriale
    • Architettura storica
    • Attività commerciale
    Comune
    • Paderno d'Adda
    • Vaprio d'Adda
    • Trezzo sull'Adda
    • Cornate d'Adda
    Accessibilità

    *accessibilità motoria

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