Il Naviglio di Paderno è un canale artificiale che si muove parallelamente al corso del fiume Adda in un percorso di circa 2,6 km, originariamente navigabile grazie ad un complesso apparato di chiuse e di conche. La struttura, anch’essa parte del sistema dei Navigli di Milano, vanta non soltanto una tecnologia costruttiva unica per l’epoca, ma anche una storia progettuale d’eccezione.
L’idrografia dell’Adda tra Brivio e Cassano, compilata da Leonardo da Vinci nel foglio 911 del Codice Atlantico, lascia intendere l’interesse del genio toscano per questo tratto di fiume. Durante il suo lungo soggiorno a Vaprio d’Adda, ospite di Casa Melzi, Leonardo si dedicò allo studio informale di una soluzione che rendesse navigabile quel tratto di indomabile Adda.
Il canale di Paderno d'Adda, come altre costruzioni del sistema Navigli di Milano, nacque come risposta ad un’esigenza pratica: le rapide del corso fluviale non permettevano di trasportare alcune merci pesanti interamente via acqua, ma obbligavano a scaricarle a terra e proseguire in navigazione soltanto dopo aver superato il tratto più angusto. Si decise, dunque, di trovare un modo per rendere anche quella zona navigabile. Tuttavia, gli oltre 27 metri di dislivello idrogeologico e la forza dell’Adda resero l'impresa impossibile sia per la tecnologia a disposizione di Leonardo da Vinci e dei suoi contemporanei, sia per quella conosciuta dall'ingegnere idraulico Giuseppe Meda, che tra il 1590 ed il 1592 cercò di costruire il naviglio, senza alcun successo.
A seguito di momenti di importante recessione economica, disordini politici, eventi bellici e focolai epidemici, nel 1773, con il territorio milanese sotto la dominazione asburgica, i lavori di realizzazione del canale ripresero, stavolta con lieto fine. Affidati alla ditta Nosetti e Fè, guidata dal matematico Pietro Nosetti, si riuscirono a superare le rapide del bacino di Paderno progettando un sistema a sei conche di medio salto.
Le fortune del Naviglio rimasero, tuttavia, alterne fino al suo impiego come fonte di energia elettrica rinnovabile nei primi anni del Novecento. Proprio grazie alle numerose difficoltà costruttive e ai frequenti cambi di destinazione d’uso, il Naviglio di Paderno è sempre stato protagonista della storia e dello sviluppo della città, che dapprima divenne importante crocevia commerciale e poi uno dei primi centri in Italia per la produzione di energia elettrica rinnovabile.
Il valore di testimonianza storica del canale è secondo solamente alla sua bellezza estetica e naturalistica. Oggi fruibile con una passeggiata lungo le sue rive o un’escursione in bicicletta, il naviglio tiene insieme, in perfetto equilibrio, le tracce della sua lunga storia (le costruzioni cinquecentesche, le conche e i dislivelli successivi, la “Diga Nuova” ottocentesca) e il paesaggio da cui è circondato.
Curiosità: gli schizzi delle prime idee di Leonardo da Vinci per la costruzione del Naviglio di Paderno d’Adda si trovano all’interno del suo celebre Codice Atlantico (1478–1518, foglio 911 e ss.), oggi conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano, accessibile, previa prenotazione, agli studiosi. Tuttavia, il testo è oggetto di importanti campagne di digitalizzazione che mirano a renderlo completamente accessibile online.
Contenuto testuale sviluppato a partire dagli scritti di Andrea Castagna.