Il territorio di Ecomuseo “Adda di Leonardo” è attraversato da due sentieri devozionali: il Cammino di San Colombano, che ne percorre quasi l’intero territorio, e il Cammino di Sant’Agostino, che coinvolge Robbiate nella 25ª tappa.
Non mancano, tuttavia, itinerari ulteriori e più brevi, che si offrono come alternative alla consueta passeggiata lungo il fiume. Si segnalano in particolare di tre sentieri indicati dalla segnaletica Altra Adda, anche nel prosieguo dei percorsi da Robbiate ai Comuni attigui.
Sentiero delle Antiche Vigne (Robbiate, Imbersago, Paderno, Cornate)
Questo sentiero prende il nome dalla tradizionale coltivazione di vite che un tempo ricopriva il Monte Robbio e le aree circostanti. Partendo dal piazzale della chiesa parrocchiale di Robbiate, dedicata a Sant’Alessandro Martire, l’itinerario conduce verso la Cascina Duraga, e attraverso i boschi giunge all’Adda a Imbersago, dove si può ammirare il celebre Traghetto leonardesco a fune, ultimo rimasto di una serie di traghetti che un tempo mantenevano i collegamenti fra le due sponde del fiume, fra cui ricordiamo quello fra Vaprio e Canonica ritratto da Leonardo in un celebre disegno.
Scendendo lungo l’alzaia si incontrano la diga di Robbiate e, sulla sponda bergamasca, la Centrale idroelettrica Guido Semenza. Poco oltre, si trovano l’edificio dell’ex cappelleria, la conca di navigazione e l’opera di presa della centrale Carlo Esterle. A dominare il paesaggio, infine, il Ponte San Michele di Paderno d'Adda, costruito in ferro tra il 1887 e il 1889 dalla Società Nazionale Officine di Savigliano, su progetto dell’ingegner Jules Röthlisberger. In questo punto ci si allontana dal fiume per far ritorno nei centri storici di Robbiate o di Paderno d'Adda.
Sentiero del Monte Robbio (Robbiate)
Partendo dalla chiesa parrocchiale di Robbiate, questo sentiero conduce alle pendici del Monte Robbio (m. 370), dal quale si può ammirare uno splendido colpo d’occhio sul panorama circostante. Nel corso dei secoli il paesaggio boschivo della valle dell’Adda si è trasformato, e spesso l’antico quercio-carpineto ha ceduto il passo a specie alloctone come la robinia, l’ailanto o la buddleia. I versanti oggi boschivi erano un tempo coltivati a vigneti, e la produzione di vino costituiva un capitolo importante dell’economia abduana insieme alla gelsibachicoltura, l’allevamento dei bachi da seta nutriti con le foglie del gelso, pianta ancora molto diffusa allo stato selvatico nei nostri boschi: murun in dialetto e morus in latino, da cui forse l’aggettivo Moro attribuito al Lodovico Sforza per aver diffuso la pianta nelle campagne del Ducato milanese. L’arrivo dall’America di parassiti come la fillossera compromise la viticoltura locale proprio sul cadere dell’Ottocento, mentre la nascente industria – di cui costituiscono un’importante testimonianza gli impianti idroelettrici e le loro dighe che possiamo ammirare rivolgendo lo sguardo verso il fiume – offriva un’alternativa all’economia rurale.
La camminata si articola da Robbiate lungo i sentieri che percorrono il Monte Robbio, prima altura che si incontra salendo dalla Pianura Padana, e prosegue lungo l’argine dell’Adda sino a raggiungere lo Stallazzo di Paderno d’Adda. Il percorso si snoda quasi esclusivamente su sentieri campestri e boschivi non asfaltati, per la maggior parte in buone condizioni, fatto salvo il tratto finale che costeggiando l’Adda diventa asfaltato. La partenza è da Piazza Airoldi. Si imbocca via Cantone (asfaltata), passata la cappella votiva, al bivio si imbocca il sentiero sulla destra che corre parallelo alla strada, ma già al delimitare del bosco.
Appena addentrati nel bosco, sulla destra si diparte un sentiero in salita (mediamente impegnativo) che porta presso la cima del Monte Robbio. Si segue il sentiero fino a giungere ad una diramazione a T. Si imbocca il sentiero a sinistra, costeggiando la recinzione di una proprietà privata (sentiero stretto). Al termine della proprietà sulla destra si imbocca un nuovo sentiero (ripido ma corto: circa 20 mt), che sbuca sulla terrazza panoramica, da dove si può ammirare la pianura e se il tempo è limpido lo sguardo giunge fino a Milano dove si scorge nitidamente lo skyline delle nuove costruzioni (Torre Regione Lombardia, Torre Unicredit e City Life). Si ridiscende quindi dal medesimo sentiero sino ad imboccare il sentiero principale.
Si gira a destra e si prosegue lungo tutto il tracciato. Passato l’accesso che indica B&B sulla sinistra si imbocca in nuovo percorso che costeggiando un vigneto (dismesso) ci porta in Via dei Mulini. Mantenendo alla propria sinistra l’azienda vivaistica il sentiero è composto da gradoni di legno che serpeggiando ci consente di sbucare in corrispondenza della diga di Robbiate all’altezza della centrale Edison. Se il percorso lungo l’Adda in corrispondenza del Ponte San Michele è aperto al transito, si imbocca il ponticello che immette sul parcheggio (alla propria sinistra si ha la “scala dei pesci”) e da lì si prosegue lungo tutta l’alzaia per giungere lo Stallazzo.
In alternativa, con partenza dal Cimitero di Robbiate, si percorre un tratto di Via Serra Groppelli in direzione Imbersago. Prima del gruppo di abitazioni, sulla destra si diparte un tratto di via sterrata (Via davanti al Montagnone). Oltrepassata la barriera si prosegue sul sentiero sino alla crinale della collinetta (Montagnone). Passata l’area “cacciatori” ci si addentra nel bosco; il sentiero, in discesa, porta sul retro della Cascina Duraga. Seguendo la strada si ritorna al bivio iniziale (cappella votiva) da cui si riprende il percorso base. In alternativa, appena attraversata la Cascina Duraga, si attraversa il campo seguendo il tracciato e si riprende il sentiero del percorso base all’altezza del bivio per raggiungere la terrazza panoramica sul Monte Robbio.
Sentiero dal fiume al lago (Robbiate, Merate, Imbersago)
Questo sentiero collega l’Adda al lago di Sartirana, riserva naturale protetta di interesse comunitario che custodisce la ricchezza di ecosistemi caratteristica delle aree umide. Partendo dalla chiesa parrocchiale di Robbiate, attraversiamo la campagna per raggiungere l’edicola votiva di San Rocco, per poi dirigerci verso nord in direzione del lago. Da qui il sentiero prosegue verso Cassina Fra Martino, frazione di Merate, per poi raggiungere il celebre santuario della Madonna del Bosco nel territorio di Imbersago, il cui progetto originale a pianta ottagonale, opera di Carlo Buzzi, risale al 1641. Il santuario fu edificato nel luogo in cui la tradizione popolare ricorda un miracolo avvenuto nel 1617, quando alcuni pastorelli staccarono in maggio un ramo di castagne maturate fuori stagione. Ripartiamo verso la chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Marcellino e Pietro, costruita tra il 1608 e il 1624, per raggiungere infine la piazza principale di Imbersago, cuore del centro storico. Qui, presso il municipio, ha sede anche la galleria del Premio Morlotti, un’importante collezione di opere contemporanee inaugurata nel 1996. Il sentiero lascia quindi Imbersago per ricondurci al punto di partenza, la chiesa di Sant’Alessandro Martire a Robbiate.