La parrocchia di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa nasce nel 1925, prendendo il nome dall’antico edificio di Santa Maria alla Rossa, piccolo oratorio medievale che ha lasciato traccia toponomastica nell’intero quartiere. L’attuale chiesa venne realizzata negli anni Trenta su progetto di Giovanni Muzio, figura centrale del razionalismo lombardo, chiamato a completare un cantiere già avviato dall’ingegnere Franco Della Porta.
Muzio interpretò il tema della chiesa parrocchiale con un linguaggio sobrio e monumentale, aderente a una visione neoromanica essenziale: pianta a croce latina, navata centrale coperta da volta a botte, transetto con soffitto ligneo e un’unica abside che incornicia l’altare. L’assenza di decorazioni ridondanti, la nudità delle pareti e la scansione volumetrica rigorosa restituiscono uno spazio sacro austero, capace di esaltare il valore simbolico delle forme architettoniche primarie. L’ordine severo delle superfici, la chiarezza geometrica e l’uso calibrato della luce naturale predispongono la chiesa a ricevere, decenni dopo, un intervento artistico radicale e innovativo.
Nel 1996 il parroco Don Giulio Greco invitò l’artista americano Dan Flavin (1933-1996) a pensare un intervento per il restauro e il rinnovamento della Chiesa. L’artista, maestro del Minimalismo e noto per le sue installazioni di tubi fluorescenti industriali, completò il progetto due giorni prima della sua morte: l’anno successivo, grazie alla Fondazione Prada in collaborazione con il Dia Center for the Arts di New York, l’opera fu realizzata postuma.
Il lavoro, intitolato semplicemente Untitled, è una grande installazione luminosa site-specific che percorre l’intero edificio, trasformandolo in un’esperienza immersiva di luce e colore. La successione cromatica – verde, blu, rosa, oro e ultravioletto – accompagna il visitatore lungo il cammino liturgico e spaziale, dall’ingresso fino all’altare: un viaggio che evoca la ciclicità della luce naturale, dal buio della notte al chiarore dell’alba fino alla pienezza del giorno.
In questo dialogo tra architettura e luce artificiale, Flavin porta alle estreme conseguenze la sua poetica: un vocabolario ridotto all’essenziale – tubi al neon modulari e colori puri – che diventa strumento per riscrivere lo spazio. Le navate e l’abside non sono più soltanto elementi architettonici, ma superfici sensibili investite da una vibrazione cromatica che ne sottolinea geometrie, tensioni e metamorfosi. Pur rifiutando interpretazioni simboliche o religiose del proprio lavoro, Flavin ha consegnato qui un’opera che, nella sua astrazione rigorosa, trova una risonanza spirituale inevitabile: la luce come materia che modella lo spazio e accompagna la percezione, invitando il fedele o il visitatore a un’esperienza contemplativa unica.
Dal 2017 la Chiesa, grazie alla collaborazione tra Fondazione Prada e Threes Productions, è anche teatro di una rassegna musicale che mette in dialogo l’installazione luminosa con sperimentazioni sonore contemporanee, dagli organi di Charlemagne Palestine ed Ellen Arkbro alle performance elettroniche di William Basinski e Marta De Pascalis. Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa si conferma così non solo un esempio di architettura sacra del Novecento, ma anche un laboratorio vivo di arte contemporanea, dove l’essenzialità di Muzio e la luce di Flavin convergono in una delle esperienze estetiche e spirituali più sorprendenti della Milano odierna.
S.Maria Annunciata in Chiesa Rossa è aperta tutti i giorni, dalle 07:30 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00.
Le Sante Messe vengono celebrate:
- nei giorni feriali, alle 18:30
- la domenica, alle 09:30 e alle 11:30