Arroccato su uno sperone roccioso che domina uno dei tratti più suggestivi del fiume Adda, tra il Naviglio di Paderno e il corso naturale del fiume, il Santuario della Madonna della Rocchetta è uno dei luoghi simbolo del Parco Adda Nord e dell’Ecomuseo "Adda di Leonardo". Il santuario sorge su un sito di grande valore storico e unisce natura, spiritualità, testimonianza e arte in una cornice unica, a dir poco panoramica.
Qui, tra il V e il IX secolo, esisteva un piccolo castrum o forse una fortificazione, probabilmente di origine romana o altomedievale, costruita per sorvegliare il guado dell’Adda. Su quei resti, l’attuale chiesa fu fondata nel 1386 da Beltrando da Cornate, un medico milanese che volle istituire anche una piccola comunità di frati eremiti agostiniani, poi aggregati al convento di San Marco in Milano. Proprio a questi religiosi il complesso fu donato nel 1389, che da allora divenne un centro spirituale molto attivo.
Durante il Quattrocento, in un periodo di forti tensioni tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, la posizione strategica del Santuario lo rese oggetto di occupazioni militari. I frati furono costretti ad abbandonarlo più volte, e nei secoli successivi il sito cadde in abbandono, diventando rifugio di banditi, vagabondi e mendicanti.
Nel 1796, con la soppressione degli ordini religiosi, il Santuario fu venduto a privati. Solo verso la metà dell’Ottocento venne restituito alla comunità, grazie alla donazione alla parrocchia di Porto d’Adda (oggi parte di Cornate d’Adda), che avviò un graduale recupero dell’edificio.
Proprio questo è uno dei motivi per cui, sebbene si trovi ufficialmente nel comune di Paderno, il Santuario è tutt’oggi profondamente legato alla città di Cornate e alla frazione da cui provenivano i 25 giovani che, insieme a Don Giulio Ambrosiani, con forza e dedizione, il 21 ottobre del 1933 completarono quella scala che conduce verso la fede. Una targa commemorativa, apposta il giorno del suo 90esimo anniversario, celebra quell’evento, che vide un piccolo esercito di mani operose unire la terra al cielo.
All’interno del Santuario si trova una statua della Madonna Addolorata, che dà nome al luogo sacro. L’immagine rappresenta la Vergine Maria in atteggiamento di dolore e raccoglimento, icona legata al culto mariano particolarmente sentito in Lombardia. Anche se inizialmente il complesso era dedicato semplicemente alla Vergine, è con il titolo di Madonna Addolorata della Rocchetta che si è consolidata la devozione locale nel corso dei secoli.
Il culto si estende anche ad altri edifici vicini, tra cui l’Oratorio dell’Addolorata(ex oratorio di Sant’Ambrogio), situato nei pressi dell’incile del Naviglio, che serviva i contadini e viandanti in attesa presso i mulini. Qui si trovava una pala cinquecentesca raffigurante la Madonna Addolorata con i Santi Ambrogio e Girolamo, testimonianza ulteriore della diffusione di questa venerazione lungo l’Adda.
Oggi, il santuario è tappa dell’Ecomuseo Adda di Leonardo e del Cammino di Sant’Agostino, un itinerario culturale e spirituale che attraversa luoghi sacri e suggestivi della Lombardia.
Meta di pellegrinaggi, camminate e visite culturali, immerso in uno dei paesaggi più evocativi del territorio, dalla sua sommità si gode una vista spettacolare sul fiume Adda e sul paesaggio collinare circostante: un luogo di pace, riflessione e memoria, dove il tempo sembra sospendersi.
Contenuto testuale sviluppato a partire dagli scritti di Andrea Castagna e Guido Stucchi.
Curiosità: Per tradizione popolare, al Santuario Madonna della Rocchetta sono molto legati anche gli abitanti di Cornate e della frazione di Porto d’Adda. Il motivo ce lo racconta una nota "leggenda spirituale". Si narra che, in passato, quando i fedeli salivano da Cornate, girassero la statua della Madonna verso il loro paese, chiedendo protezione per la propria comunità. Tuttavia, al loro ritorno, trovavano sempre la statua nuovamente rivolta verso Paderno. La spiegazione? La Madonna era fedele ai padernesi e rifiutava di distogliere lo sguardo dai suoi devoti originari. Naturalmente, questa è la versione che si racconta a Paderno…non siamo certi che a Cornate la leggenda venga tramandata con lo stesso esito!