Nel civile e nel penale la giurisdizione di Busnago, da tempo immemorabile esercitata dal Prevosto di Pontirolo, era già stata trasferita, dall’imperatore Carlo V, con decorrenza 18 ottobre 1538 a Pagano d’Adda (per sé e successori) mediante l’investitura del feudo di Bucinago (Busnago) con Basiano, Castellazzo, Monastero di Basiano, Concesa, Colnago, Cornate e Roncello, devoluto dopo oltre un secolo alla Camera, per la morte senza eredi diretti del marchese Ambrogio d’Adda. Busnago e Roncello, furono dati, l’11 maggio 1652, a Gian Giacomo Schiaffinati, che per diploma dell’imperatore Filippo IV, 29 luglio 1665, divenne conte di Roncello e Busnago, titolo creato in tale circostanza, ma nuovamente retrocesso alla Camera per la morte del canonico del Duomo di Milano mons. Schiaffinati, ultimo erede, che a Busnago viveva nella settecentesca villa di famiglia. Una terza ed ultima assegnazione del titolo comitale avvenne in data 21 luglio 1756 al conte Giuseppe Alemagna.
I segni ancora evidenti dell’antico passato di Busnago emergono nelle quattro torri di cui si vedono ancora i resti, rifacimenti delle fortificazioni longobarde che secondo la leggenda la regina Teodolinda avrebbe fatto erigere a difesa della strada che da Trezzo portava a Monza, sulla quale sarebbero transitate le grosse pietre utilizzate per la costruzione dei principali edifici medioevali di Monza e di Milano (e ciò fino alla realizzazione del Naviglio Martesana).
Disposte a quadrilatero, secondo la struttura del villaggio, chiuso dal varco e dal fossato da esso derivato, erano probabilmente unite da una cinta muraria che correva dietro al fossato. Le torri sono oggi chiamate torre dei Germani, torre della Colombera, torre dei Mugnai (di questa in verità non è rimasto nulla), torre della Corte dei Noccioli. La torre dei Germani, databile al XII secolo, si trova in piazza Meda: prende il nome dal capostipite della famiglia dei Vimercati. Il muro è in ciottoli di fiume e mattoni, con basamento a scarpa, ma il recente restauro ha purtroppo comportato l’uso dell’intonaco. L’arioso portale d’accesso alla corte è in pietra serena e risale al XVIII secolo. Tutto l’interessante complesso è stato purtroppo pesantemente rimaneggiato.
Secondo il Bazzi, la torre dei Germani con il fabbricato sul lato opposto del cortile apparteneva ad un più antico castello. La costruzione presenta molte affinità architettoniche e costruttive con le due torri presenti a Colnago in territorio di Cornate d’Adda, ma distanti solo un miglio da questa; probabilmente facevano tutte parte di un unico sistema difensivo di retroguardia, lungo l’antica strada longobarda.