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    Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico, esterno. Foto da www.villacastelbarco.it

    Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico

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    Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico, storica residenza nobiliare situata nel cuore dell'Alta Brianza, affonda le sue origini nella seconda metà del Seicento. Nata come dimora estiva dei Conti di Castelbarco, la Villa ha attraversato secoli di trasformazioni architettoniche che ne hanno progressivamente accresciuto il rilievo storico e culturale. A conferirle ulteriore lustro è l’ampio parco che la circonda, esteso per circa 125.000 metri quadrati, grazie al quale la Villa si inserisce armoniosamente nel paesaggio collinare dei primi contrafforti delle Prealpi orobiche. In origine il parco aveva dimensioni più contenute: fu solo alla fine dell’Ottocento che venne significativamente ampliato, grazie all’acquisizione di terreni coltivati a vigneto e gelsi destinati all’industria serica locale, e ridisegnato secondo i canoni del giardino all’inglese, con la messa a dimora di essenze pregiate e latifoglie autoctone. Oggi, questo spazio verde costituisce una rara oasi naturalistica, popolata da varie e numerose specie animali e vegetali, contribuendo a esaltare ulteriormente il valore e la bellezza della sontuosa residenza nobiliare.

    L’aspetto attuale della mirabile costruzione deriva in larga parte da un importante intervento di fine Ottocento, voluto dalla contessa Ercolina Castelbarco: la monumentale scalinata sulla facciata principale e l’altana in sommità ne spezzano le linee prospettiche, donando al corpo dell’edificio un’elegante tensione verticale. Con una superficie coperta di circa 4.400 metri quadrati, la Villa, un tempo interamente intercomunicante, si presenta oggi suddivisa in ambienti dalle funzioni diverse. In parte ancora residenza privata della nobile famiglia, essa si articola intorno a un antico cortile per le carrozze, la Corte Rustica, arricchito da porticati e ambienti conviviali come la taverna, che conservano un tono signorile e accogliente, ideale per incontri e attività culturali.

    Nonostante la preminenza dell’intervento ottocentesco, la Villa, silenziosa custode della vita di chi vi abitò, in alcuni aspetti conserva e riflette la stratificazione di secoli di storia nobiliare. In origine, nel Settecento, il complesso, di proprietà della famiglia Simonetta — eredi dei conti di Belgioioso — fu descritto più come una vasta fattoria attrezzata per la produzione agricola che come una Villa di rappresentanza. Al tempo, grazie a matrimoni strategici e un'accorta gestione fondiaria, i Simonetta controllavano circa la metà dei terreni dell’attuale Imbersago. In effetti, la famiglia, di antica origine calabrese, si era distinta nel ducato di Milano fin dal Quattrocento, con figure eminenti come Francesco Simonetta, conte palatino e governatore temporaneo del Ducato.

    Il passaggio della Villa ai Castelbarco avvenne attraverso l’unione matrimoniale tra la figlia del conte Antonio Simonetta e Cesare Castelbarco. La famiglia Castelbarco, di origini trentine, era divenuta protagonista della scena politica imperiale austriaca con Giovanni Battista Castelbarco, ciambellano e commissario per il Ducato di Mantova. Con il loro insediamento a Imbersago nel XVI secolo, i Castelbarco assunsero un ruolo centrale nella difesa del Santuario della Madonna del Bosco e nell'amministrazione agricola locale, pur mantenendo un atteggiamento conservativo nei confronti dei fermenti sociali ed economici dell'epoca.

    Durante l’Ottocento, i Castelbarco non si distinsero per una particolare modernizzazione delle loro proprietà, come dimostra il caso della costruzione della filanda per la seta da parte della famiglia Riva di Robbiate. Risale a questo periodo un aneddoto curioso, che riguarda un furto di limoni nella serra dei conti Castelbarco, reso possibile proprio dall'uso dei ponteggi della filanda adiacente.

    Un nuovo impulso culturale giunse con Emanuele Castelbarco Pindemonte Rezzonico, discendente di Giuseppe Scipione Castelbarco. Emanuele, artista, poeta e raffinato mecenate, incarnò la transizione della Villa da residenza aristocratica a centro culturale. Legato da vincoli matrimoniali prima con Ercolina Erba, nipote dell’industriale farmaceutico Carlo Erba, e poi con Wally Toscanini, figlia del grande direttore Arturo Toscanini, Emanuele contribuì attivamente alla scena culturale milanese, fondando la "Bottega di Poesia" e promuovendo giovani artisti, tra cui la celebre Tamara de Lempicka.

    Oggi, Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico conserva e racconta, attraverso la sua architettura e il suo paesaggio, una storia di grande respiro, che unisce le radici della nobiltà settecentesca con l'eleganza e il dinamismo culturale del primo Novecento.

    Curiosità: figura di riferimento non solo per Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico, ma per l’intera comunità di Imbersago, la contessa di Castelbarco si distinse per un'impronta profondamente filantropica e progressista. Sotto la sua guida, la dimora non fu soltanto centro di rappresentanza nobiliare, ma anche fulcro di un autentico welfare sociale ante litteram. La contessa garantì assistenza medica e interventi chirurgici a chi ne aveva bisogno e promosse la realizzazione di opere fondamentali per la coesione e il benessere collettivo, finanziando la costruzione dell’Asilo, dell’Ospizio e del Parco delle Rimembranze, spazi destinati all’accoglienza, alla memoria e alla cura. A testimonianza della stima di cui godeva presso i suoi contemporanei, le venne intitolata una via del paese già in vita, raro segno di riconoscimento pubblico per il tempo.

    Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico, parco. Foto da www.villacastelbarco.it Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico, parco. Foto da www.villacastelbarco.it Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico, ingresso. Foto da www.villacastelbarco.it Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico, ingresso. Foto da www.villacastelbarco.it Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico, esterno. Foto da www.villacastelbarco.it Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico, esterno. Foto da www.villacastelbarco.it Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico, esterno. Foto da www.villacastelbarco.it Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico, esterno. Foto da www.villacastelbarco.it Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico, esterno. Foto da www.villacastelbarco.it Villa Castelbarco Pindemonte Rezzonico, esterno. Foto da www.villacastelbarco.it
    Modalità di Accesso

    La Villa non è visitabile come bene culturale aperto al pubblico, ma è accessibile esclusivamente in occasione di eventi privati, per i quali rappresenta una prestigiosa location immersa in un contesto storico e naturalistico di grande fascino.

    Tipo di esperienza
    • Accessibilità motoria
    • Contesto cittadino
    • Interesse storico-artistico e architettonico
    • Attività commerciali, ristorazione e accoglienza
    Mappa
    • Via Cesare Cantù, 21, 23898 Imbersago

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    Comune
    • Imbersago
    Categoria
    • Sito di tradizione popolare
    • Attività di ristorazione e accoglienza
    Tipologia Luogo
    • Palazzo storico
    • Residenza nobiliare
    Durata

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