Tra boschi ombrosi e sentieri carichi di storia sorgono due luoghi emblematici, che ancora oggi raccontano l’anima profonda di Cornate d’Adda, il Molinetto e fonte Ruschetta: un tempo cuore pulsante dell’attività quotidiana, oggi testimoni silenziosi di un mondo rurale scomparso, ma ancora vivo nella memoria.
Nel 1641, il marchese Paolo Torriani fece costruire lungo il fiume il mulino ad acqua, noto come Molinetto, che utilizzava un solo palmento. L’alimentazione idrica proveniva da sorgenti naturali che sgorgavano direttamente dalla roccia di ceppo. Questo piccolo gioiello di ingegneria preindustriale rappresentava il perfetto equilibrio tra tecnica e natura, e serviva la comunità contadina con dedizione.
Nel 1902, il mulino fu trasformato in una trattoria rustica, famosa in tutta la zona per il suo inconfondibile pesce di fiume, pescato freschissimo e conservato in grandi vasche ricolme d’acqua corrente, che, ancora una volta, scorreva dal vecchio canale del mulino. All’ingresso, una semplice ma efficace insegna recitava: “Trattoria del pesce vivo”. Accanto, su un pianoro roccioso affacciato sull’Adda, una grande tettoia in legno ospitava i clienti all’aperto, protetti dalle intemperie grazie a grotte naturali scavate nella parete di ceppo. Sulla tettoia, un’altra scritta diventata proverbiale: “Pesce vivo sempre pronto”.
Fino agli anni Cinquanta, una barca traghetto – agganciata a una fune di ferro – faceva la spola tra le due sponde del fiume, collegando il Milanese al Bergamasco. Oggi il Molinetto è silenzioso e abbandonato, ma il suo fascino persiste come eco di un tempo in cui natura e ingegno umano vivevano in simbiosi.
A pochi passi dal Molinetto si trova la Ruschetta, una sorgente d’acqua pura e freschissima che sgorga da una parete di roccia, lungo l’alzaia del fiume. Per secoli, questa fonte ha dissetato i contadini, i carrettieri e i barcaioli che transitavano lungo l’Adda. Le sue acque erano tanto apprezzate da essere ritenute terapeutiche, per via della loro purezza e delle proprietà diuretiche e digestive.
Un tempo, ogni carro che si fermava al mulino o alla segheria vicina faceva tappa alla Ruschetta per riempire damigiane e fiaschi; anche i barconi, nei loro lenti viaggi, sostavano qui per fare scorta di acqua potabile. Oggi, la sorgente continua a offrire ristoro a camminatori e ciclisti, che nelle giornate estive trovano, qui, un momento di refrigerio e connessione autentica con la natura.
Molinetto e Ruschetta non sono semplici luoghi: sono frammenti vivi della memoria di Cornate, simboli di un paesaggio che ha nutrito, dissetato e ospitato generazioni. Chi percorre questi sentieri non incontra solo panorami suggestivi, ma entra in dialogo con una storia fatta di lavoro, ingegno e semplicità. Una storia che, grazie a questi due luoghi, continua a scorrere come il corso d’acqua che li contraddistingue.