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    Parco della Rimembranza, veduta. Foto da catalogo.beniculturali.it

    Parco della Rimembranza

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    Dove un tempo sorgeva il cimitero cittadino, ora, dislocato più a est, si trova il Parco delle Rimembranze, un quadrilatero che si apre sulla destra di via Matteotti, in direzione del camposanto. Il suo ingresso, affacciato sulla via omonima, è incorniciato da due cipressi (Cupressus semprevirens), tra cui si apre un cancello in ferro battuto, mentre altri tre lati sono sobriamente delimitati da un muro di cinta.

    In asse con l’ingresso, lo sguardo incontra, addossato al muro, il particolare monumento dedicato ai Caduti di Cornate d'Adda: la sua struttura ha la forma di un portale, con due lesene laterali che sorreggono un arco ribassato, che nella parte centrale accoglie due lapidi marmoree su cui sono incisi i nomi dei cittadini che hanno perso la vita per la patria. Ai lati di questo monumento, il muro ospita diverse lapidi e targhe che perpetuano il ricordo di figure significative per la comunità locale, tra cui spiccano gli epitaffi di Monsignor Carlo Caccia Dominioni e della nobile Teresa Bughi Frova.

    Monsignor Carlo Caccia Dominioni, nato nel 1802 a Milano da una famiglia aristocratica, intraprese un brillante percorso ecclesiastico che lo vide ordinato sacerdote nel cuore del Duomo nel 1826. La sua autorevolezza lo portò, nel 1855, alla nomina di vescovo ausiliare di Milano e vescovo titolare di Danaba.

    Nel 1859, alla morte dell'arcivescovo Carlo Bartolomeo Romilli, il capitolo della cattedrale lo nominò amministratore diocesano durante il periodo di sede vacante e, nonostante fosse tra i candidati alla successione, Papa Pio IX, in accordo con l'Imperatore d'Austria, scelse Paolo Angelo Ballerini come nuovo arcivescovo. Tuttavia, il governo piemontese si rifiutò di riconoscerlo, costringendo di fatto Caccia Dominioni ad assumere l'incarico di arcivescovo di Milano in una situazione politica delicata, segnata dalla recente vittoria franco-piemontese nella battaglia di Magenta e dall'ingresso delle truppe a Milano.

    A seguito della sua opposizione a celebrare un Te Deum in onore della nascita del nuovo stato italiano, nel marzo 1861, Monsignor Caccia Dominioni fu oggetto di ostilità da parte di una parte del clero e della popolazione milanese, tanto da essere costretto a rifugiarsi nella villa di famiglia a Villa Paradiso, di proprietà del cugino conte Carlo Gaspare Parravicini, dove giunse nella notte del 19 maggio 1861. Da Villa Paradiso continuò a guidare la vasta diocesi milanese fino al 15 luglio dello stesso anno, quando si trasferì nel seminario di Monza per facilitare i contatti con Milano.

    Il 2 ottobre 1866, per motivi di salute, Monsignor Caccia Dominioni fece ritorno a Villa Paradiso, dove spirò il 6 ottobre dello stesso anno. Per ragioni di ordine pubblico, le autorità vietarono il trasporto della salma a Milano per le esequie, che si svolsero quindi a Cornate, con sepoltura nell'allora cimitero, oggi Parco delle Rimembranze. Solo nel 1902, in occasione del centenario della nascita, la sua salma fu traslata definitivamente nella chiesa parrocchiale di Cornate.

    Accanto a questa figura ecclesiastica di rilievo, il Parco custodisce la memoria di Teresa Bughi (1812-1875), nobildonna cornatese, figlia di Giulia Marta Guerrini e del conte Gaetano, il cui matrimonio con il ragioniere milanese Giuseppe Frova la portò ad abitare nella casa nobiliare ex-Cicogna su via Matteotti, non distante dall'area che un giorno sarebbe diventata questo parco commemorativo.

    Rimasta vedova, Teresa Bughi Frova dimostrò una grande generosità disponendo per testamento che le sue proprietà fossero devolute a Monsignor Alessandro Valsecchi, vescovo di Bergamo, una donazione da non intendersi come beneficio personale, ma come un lascito destinato ai successori sulla cattedra bergamasca, vincolato alla creazione di un'Opera pia. Grazie alla sua volontà, infatti, i lavoratori delle sue terre ricevettero assistenza farmaceutica e le giovani spose cornatesi meno fortunate poterono beneficiare di doti nuziali. In segno di profonda gratitudine e in ottemperanza alle volontà della testatrice, Monsignor Valsecchi contribuì significativamente all'ampliamento della parrocchiale di San Giorgio e fece erigere sulla sua tomba un distintivo monumento marmoreo.

    Le storie di Monsignor Carlo Caccia Dominioni e della nobile Teresa Bughi Frova rivelano dunque la natura del Parco della Rimembranza di Cornate: un luogo di quiete e riflessione che, nonostante le sue dimensioni contenute, racchiude un patrimonio di memoria di inestimabile valore.

    Parco della Rimembranza, veduta. Foto da catalogo.beniculturali.it Parco della Rimembranza, veduta. Foto da catalogo.beniculturali.it Parco della Rimembranza, veduta. Foto da dati.beniculturali.it Parco della Rimembranza, veduta. Foto da dati.beniculturali.it Parco della Rimembranza, veduta. Foto da dati.beniculturali.it Parco della Rimembranza, veduta. Foto da dati.beniculturali.it Parco della Rimembranza, veduta. Foto da dati.beniculturali.it Parco della Rimembranza, veduta. Foto da dati.beniculturali.it
    Modalità di Accesso

    Il Parco della Rimembranza segue orari di apertura regolari.

    Tipo di esperienza
    • Accessibilità motoria
    • Contesto cittadino
    • Interesse religioso
    • Interesse sociale e culturale
    • Raggiungibile in auto
    Mappa
    • Via Giacomo Matteotti, 59

      Get Directions
    Comune
    • Cornate d'Adda
    Categoria
    • Siti e ambienti naturali e paesaggistici
    • Spazi urbani e civili
    Tipologia Luogo
    • Area urbana
    • Parco urbano
    Durata

    Circa 30 minuti

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